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ATTACCANO VESPA, MA DIMENTICANO CIANCIMINO JR IN TV

6 aprile 2016 di Maurizio Lupi

Non ricordo grandi proteste sul servizio pubblico da parte della sinistra quando la Rai ospitava nei suoi studi Ciancimino jr, elevato da Michele Santoro a icona antimafia e condannato a tre anni per detenzione e cessione di esplosivi. Ora si alzano barricate preventive contro l’intervista a un altro figlio di mafioso, Salvo Riina, e si accusa Porta a Porta di essere il salotto del negazionismo della mafia. Vespa non ha certo bisogno di difensori, ma ai suoi accusatori di oggi io chiedo: il servizio pubblico ha a che fare con la libertà di stampa, con il dovere di informare, anche attraverso interviste con persone controverse, i telespettatori o è un mero esecutore dei desiderata della commissione di Vigilanza e dei presidenti dell’Antimafia? Credo che la commissione di Vigilanza farebbe bene ad occuparsi del fatto che il servizio pubblico offra un buon servizio e tenga l’opinione pubblica informata sui fatti senza chiedere ai suoi giornalisti di abdicare alla propria professionalità e deontologia. Mentre dalla presidente di una Commissione delicata come l’Antimafia mi aspetterei una maggior cautela nell’uso delle parole, perché il negazionismo della mafia è ben altro.


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