Google Google+

Bignardi, rimanda subito in onda ‘Stato civile’, ha finito le idee?

27 dicembre 2016 di Maurizio Lupi

Il 12 novembre scorso chiedevamo alla Rai, in particolar modo al direttore di Rai 3, spiegazioni della decisione di dedicare ben sei puntate in seconda serata alle unioni omosessuali. Chiedevamo anche conto dei costi di questa iniziativa editoriale e, visto che ‘l’amore è uguale per tutti’, come recita il sottotitolo della serie, chiedevamo anche a quando una serie Rai sulle famiglie numerose, su quelle con un disabile in casa, su quelle che fanno sacrifici per la scuola dei figli. Siamo ancora in attesa di risposte, pur avendolo chiesto formalmente in commissione di Vigilanza Rai. Nulla ci è stato detto dalla direzione di Rai 3 sui costi di ‘Stato civile’, che approda ora in prima serata durante le vacanze di Natale. Forte dei suoi successi di audience (Politics, la sua prima creatura, è uscita anzitempo dal video per eccesso di ribasso) Daria Bignardi continua imperterrita a tirar dritto per la sua strada… verso il baratro. Ripetiamo oggi le domande di un mese e mezzo fa, e gliele ripeteremo alla prima riunione della commissione di Vigilanza: quando il servizio pubblico, dopo aver dedicato sei puntate a una realtà che coinvolge circa 1.500 coppie in Italia (tante sono state le unioni civili celebrate sinora), pensa di dedicare altrettante puntate alle oltre 482.000 famiglie numerose che hanno almeno tre figli, una realtà che coinvolge direttamente almeno due milioni e mezzo di persone? Oppure agli oltre quattro milioni di famiglie che hanno un disabile in casa e alla loro fatica del vivere? O anche al milione di famiglie che scelgono per la libertà di educazione e mandano a loro spese i figli alle scuole pubbliche paritarie? Dall’alto dei suoi successi la Bignardi ha sinora ritenuto di non rispondere, le ricordo che non deve queste risposte a me, ma ai cittadini che pagano il canone. Non vorremmo poi che la decisione di rimandare subito in onda ‘Stato civile’ nella settimana di Natale sia dovuta a mancanza di budget o, peggio, a una mancanza di idee. Sarebbero altri elementi utili per giudicare l’operato di un direttore di rete.


Iscrivimi alla newsletter di Maurizio Lupi
8 maggio 2015

Centrodestra italiano impari da Cameron il coraggio del cambiamento


18 marzo 2016

Legge contro pratica utero in affitto non rinviabile – Intervista ad Avvenire


17 giugno 2015

Lupi: Salvini non insulti il Papa, c’è un limite di umanità sotto cui non scendere


18 marzo 2016

I moderati possono tornare centrali – intervista