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C’è un patto con Renzi, ora basta strappi etici – Intervista ad Avvenire 

12 maggio 2016 di Maurizio Lupi

«Una buona mediazione che ferma le sentenze creative. 

No al referendum abrogativo, spaccherà Paese e credenti».

«È stato un braccio di ferro, sono comunque contento di aver contribuito ad una mediazione, ad una legge che dà diritti e doveri ma esclude il similmatrimonio, l’adozione e la stepchild. È un argine alle sentenze creative. Ma soprattutto è il punto di arrivo di un patto politico. E “pacta sunt servanda”: sui temi etici questa legislatura ha finito il suo lavoro, non consentiremo che tutto ciò che è uscito dalla porta rientri dalla finestra. Se volessero farlo, dovranno trovarsi un’altra maggioranza». Al termine di una giornata lunghissima, Maurizio Lupi, capogruppo Ap alla Camera, ha voglia di mettere il punto esclamativo su un tema che ha spaccato il Paese per anni. 

«L’alibi delle unioni civili è caduto. Passiamo oltre. Ci aspettiamo subito un’iniziativa legislativa pesante contro l’utero in affitto e misure altrettanto pesanti in stabilità perla famiglia, la natalità, gli asili-nido, la libertà di educazione».

Gandolfini già annuncia il referendum abrogativo… 

«Massimo rispetto. Però io preferisco aver lavorato ad una mediazione piuttosto che avere una legge con le adozioni e organizzare una mobilitazione di protesta. Il referendum abrogativo sarebbe un grave errore. Spaccherebbe la società come accaduto per divorzio e aborto e spaccherebbe noi cattolici. Chi persegue questo disegno ha solo fini politici».

Sicuro che il testo non spalanchi la strada a sentenze pro-adozione? 

«Il testo è esplicito. Si fa riferimento all’articolo 2 della Carta, alle formazioni sociali, e non al 29. Non c’è l’adozione. Non c’è la stepchild. Non vedo margini per interpretazioni».

C’è pero un pezzo del Pd che ritiene questa legge il ‘primo passo’. 

«Noi sappiamo quale è il patto che abbiamo siglato con Renzi. Abbiamo sempre detto che non eravamo contrari ai diritti e siamo stati leali. Ci aspettiamo altrettanta lealtà o ne trarremo le conseguenze senza alcun margine di ambiguità. Questa non è la legge che avremmo scritto noi se avessimo avuto la maggioranza. Ma non è neanche la legge che voleva Cirinnà».

Il premier parla di giorno di festa. Come vive i toni trionfalistici del Pd? 

«Dico che saremo davvero al passo con l’Europa, con la Germania, la Francia quando avremo politiche che riconoscono la famiglia come il pilastro della società».

È d’accordo coni sindaci che pensano all’obiezione di coscienza? 

«Non politicizziamo ogni cosa. La legge prevede la presenza di un pubblico ufficiale, punto. Se un sindaco non se la sente ci sarà un assessore».

La delega alle adozioni è andata al ministro Boschi e non al “vostro” ministro perla Famiglia, Costa…

 «Il problema non è chi detiene la delega ma l’intesa di maggioranza. Per noi il tema delle adozioni è solo lo sblocco delle adozioni internazionali che sono in una situazione drammatica. Mi pare che Renzi sia d’accordo, a quanto leggo».

Si profila uno scontro tra i cattolici in Parlamento e i cattolici in piazza? 

«Non è uno scontro utile. C’è un compito comune: reiniziare dalla società a testimoniare che il matrimonio e la famiglia sono il pilastro del Paese».

Ncd può reggere l’urto di questa legge?

 «Pagano si è autosospeso… Alessandro sbaglia. La sua sensibilità è stata importante per la mediazione a cui siamo giunti».

Fonte: Avvenire

Di: Marco Iasevoli


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