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Centro liberal moderato non può che essere alternativo al PD

19 giugno 2017 di Maurizio Lupi

CENTRODESTRA. LUPI APRE SPIRAGLIO MA CHIUDE A ESTREMISMI

«Un centro liberal moderato non può che essere alternativo al Partito Democratico, semplicemente perché alcune parole non appartengono alla sinistra come “sussidiarietà”, libertà di impresa, privatizzazioni, attenzione al cittadino e sono patrimonio comune di una cultura da cui proveniamo». Lo dice Maurizio Lupi, capogruppo alla Camera di Alternativa Popolare, oggi pomeriggio a Genova a margine di un’iniziativa di campagna elettorale a sostegno del candidato sindaco del centrodestra, Marco Bucci. «Noi andiamo avanti sulla nostra strada a livello nazionale – spiega il parlamentare – e poi iniziamo a lavorare seriamente rimettendoci in gioco sui territori. Se noi pensiamo che le sfide nuove, si affrontino con strumenti vecchi, non abbiamo capito assolutamente nulla». Per Lupi è un errore dire che i centristi tornano al passato guardando nuovamente al modello politico del centrodestra. «Credo che rappresentare un vecchio modello, dire “torniamo tutti al passato”, sia un errore: noi riteniamo che il nostro contributo di moderati, centristi lo possiamo dare innanzitutto avendo il coraggio di esserci. Spetta agli altri fare la stessa riflessione, poi vedremo se ci incontreremo». Ma precisa: «Certamente non appartengono alla nostra cultura un estremismo lepeniano di destra. Poi la sintesi la fanno sempre le persone, che sono la garanzia della ricchezza di tenere insieme diversità, come accaduto in Liguria con il presidente Toti. Il futuro lo vedremo, non anticipiamolo».

DIRE  del 19 giugno 2017 


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