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Chi pensa a una forzatura se ne assumerà la responsabilità – Intervista al Corriere della Sera

8 ottobre 2015 di Maurizio Lupi

Milano «Si tratta di un’accelerazione inaccettabile e incomprensibile». Pausa. «Anzi, è comprensibilissima: siccome nel Pd c’è una spaccatura con la minoranza interna, vedi riforme costituzionali, tirano fuori dal cilindro il tema delle unioni civili per cercare di ricompattarsi». Maurizio Lupi, presidente del gruppo Ncd-Udc Area popolare cerca di «rimettere ordine fra le priorità». 
Onorevole Lupi, tre italiani su quattro sono favorevoli alla legge sulle unioni civili. E voi? 

«Noi vogliamo la legge sulle unioni civili, deve essere però una buona legge: non servono accelerazioni perché non danno il tempo di trovare punti di incontro».

Quindi non siete contrari a priori? 

«No, ma bisogna distinguere con chiarezza e dire che questo nuovo istituto è diverso dall’istituto della famiglia regolato dalla Costituzione: stiamo parlando di un’altra cosa, che darà diritti e doveri a due persone dello stesso sesso che si amano e vivono insieme». 

E l’adozione? 

«Un altro sondaggio dice che per la maggioranza degli italiani, tre su quattro, non si può togliere a un bambino il diritto ad avere una mamma e un papà. E il tema dell’utero in affitto, che sarà una conseguenza di questa legge, è una forzatura ancora maggiore, che respingiamo decisamente». 

Pensione reversibile? 

«Siamo contrari. Per una ragione prettamente economica: la reversibilità nasce come sostegno di welfare per tutelare le parti più deboli della famiglia, e così deve rimanere». 

Non si sente lontano anni luce dalla maggioranza con cui governa? 

«Vogliamo evitare che su questo tema ci siano scontri ideologici. Ma se la maggioranza pensa con una forzatura di tornare indietro di mesi rispetto al lavoro fatto se ne assumerà la responsabilità».

Quindi: voi non voterete e la maggioranza cercherà voti altrove, magari da Verdini? 

«Chiedano a chi vogliono. Io ho profondo rispetto per Verdini e per chi ha deciso di fare gruppi autonomi per sostenere l’azione di governo. Quindi basta con le doppie morali: se uno si staccava da Italia dei Valori e faceva il gruppo dei responsabili per appoggiare il governo Berlusconi andava bene, se uno lo fa adesso per il governo Renzi è un traditore?». 

Legge di stabilità: cosa chiedete? 

«Attenzione e sostegno economico alla famiglia, che è uno dei pilastri della crescita di un Paese e il più grande ammortizzatore sociale. Un tema sul quale oggi (ieri, ndr) ci ha richiamato anche il Papa». 

In concreto?

«Su una manovra da 27 miliardi, già dal 2016 se ne destinino 1,5 ai bisogni della famiglia. Decliniamo in tre voci: 350 milioni sul tema della conciliazione lavoro-famiglia, riconoscendo da una parte un credito di imposta all’impresa del 20 per cento della retribuzione per ogni giorno di assenza di un neo genitore e alzando il congedo parentale dal 30 al 60 per cento della retribuzione fino ai sei anni del bambino. Altri 200 milioni per consentire alle famiglie di dedurre le spese sostenute nel primo anno di vita del figlio, dal passeggino ai pannolini alle visite mediche. Infine, 500 milioni per la lotta alla povertà: si diano assegni alle famiglie con redditi bassi in proporzione al numero di figli, e altri 500 milioni per un voucher di mille euro per le spese in istruzione e formazione di ogni figlio in età scolare, ovviamente in base criteri di reddito». 

E se vi rispondono picche?

 «Questa per noi è una prerogativa. Siamo al governo per uno scopo preciso: la crescita del Paese e sinora questo è servito per fare buone politiche, credo che sarà così anche per la prossima legge di stabilità. A Renzi diciamo che la sua sinistra gli sta contestando l’eliminazione dell’Imu e della Tasi sulla prima casa: che senso avrebbe questo provvedimento, sul quale non accetteremo arretramenti, se non aiutiamo chi in quella casa vive, cioè le famiglie? E servono la deducibilità per i capannoni industriali e l’eliminazione dell’Imu agricola». 

Sull’Ires? 

«L’obiettivo nel triennio è certamente di abbassarla, ma la priorità nel 2016 per noi è da una parte di liberare le imprese da quell’iniquità che è l’Imu sui capannoni e sui beni strumentali, e dall’altra di usare le risorse disponibili per introdurre anche per le piccole imprese, gli artigiani e i commercianti il regime forfettario».

di Soglio Elisabetta

Fonte: Corriere della Sera


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