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«Comuni, siamo decisivi. Al centro lo spazio c’è non inseguiremo gli altri»

15 giugno 2017 di Maurizio Lupi

Corriere della Sera del 15 Giugno 2017

di Tommaso Labate

«Alla faccia di chi ci diceva che non potevamo ambire al 5%. Una settimana fa eravamo quelli brutti, sporchi e cattivi che bisognava far fuori dal sistema politico. Adesso siamo decisivi quasi ovunque…». Dopo il voto che ha resuscitato l’antico derby del centrosinistra-centrodestra, Maurizio Lupi gongola per la cifra che Alternativa Popolare ha incassato in giro per l’Italia. «Siamo circa al 6% dei Comuni sopra i 15 mila abitanti dove ci siamo presentati. È la prova che un centro con ambizioni di governo è ancora una carta vincente. Con buona pace dei sondaggi».

Dopo il voto tutti, da Renzi a Berlusconi, si dicono a parole pronti a riscoprire le coalizioni unitarie. non è una bella notizia per voi.

«È un errore macroscopico dire, dopo un voto per i sindaci, che “uniti si vince”. Le vecchie coalizioni, a cominciare dal centrosinistra che sfidava Berlusconi, erano fondate sull’essere “anti” qualcosa. Buone per vincere, pessime per governare. Sulle loro ceneri, non a caso, è sorta l’antipolitica».

In molti casi vi siete presentati col centrodestra.

« E siamo stati decisivi nel raggiungere ottimi risultati. A Genova come nel Lazio, a Catanzaro come in Puglia».

Salvini vi ha attaccato molto meno, negli ultimi tempi?

«Salvini fa benissimo il suo mestiere. E noi abbiamo dimostrato che non facciamo politica ragionando da rancorosi (sorride, ndr)».

A Monza siete l’ago della bilancia tra centrosinistra e centrodestra. 

«Scegliamo sempre sulla base dei sindaci. Certo, governando con loro in Regione Lombardia, sarebbe naturale sostenere il candidato del centrodestra. Ma aspettiamo, faremo le nostra valutazioni».

Una settimana fa, voi di AP eravate sull’orlo di una crisi di nervi. Ora sorridete.

«Se si riferisca al dibattito sul “tedeschellum” segnalo, con un sorriso, che Pd, M5S, Lega e FI sembravano pronti anche a votare per le politiche il 17 settembre, in estate. Ora dicono che ai ballottaggi del 25 giugno ci andrà poca gente perché è estate…Non direi che è una bella prova di coerenza».

La prossima legge elettorale?

«Ci sono diverse proposte in campo. E otto mesi di tempo. Il Parlamento li sfrutti.»

La vostra marcia di avvicinamento alle elezioni?

«Il voto alle amministrative dimostra che lo spazio al centro c’è. Guardate il risultato della lista Tosi a Verona, che è riuscita ad andare al ballottaggio scardinando la sfida tra  centrosinistra e centrodestra. Oppure l’impresa a Parma di Pizzarotti, che dismessi gli abiti del populista è riuscito a imporsi con una ricetta di governo, che potrà non piacere a me ma è piaciuta ai suoi concittadini. Noi dobbiamo lavorare a un soggetto moderato, popolare e liberale che sia alternativo alla sinistra e alla destra. Non si tratta più di inseguire Forza Italia, questo o quello. Abbiamo degli interlocutori della nostra area, da Parisi a Tosi, dagli orfani di Monti all’Udc. Ci si metta a lavorare insieme partendo dal presupposto che in giro non ci sono né Maradona né Mandrake. Se ci fossero, saremmo andati a prenderli. Ma non ci sono».


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