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CORAGGIOSO IL NO AI POPULISTI. ORA BERLUSCONI SOSTENGA MARCHINI – INTERVISTA AL CORRIERE DELLA SERA

28 aprile 2016 di Maurizio Lupi

ROMA – «Berlusconi ha fatto una scelta coraggiosa. Ora manca l’ultimo miglio: l’accordo con Marchini». Maurizio Lupi, capogruppo alla Camera di Area Popolare, spera in un colpo di reni a Roma. Ma guarda anche più lontano.

Cominciamo da Roma: Salvini e Meloni giocano una loro partita. «Bisogna dare atto del coraggio di Berlusconi, per la scelta di stare fuori dall’asse populista. In caso contrario, saremmo stati minoritari e succubi. La sfida è quella di rigenerare il centrodestra e rafforzare l’asse centrale. Bisogna ridare forza a una maggioranza di italiani che non si riconoscono nella sinistra, ma che non stanno neanche con Salvi-ni, la Meloni e i grillini».

Perché Marchini? «È il candidato più credibile. Se andassimo al ballottaggio, secondo i sondaggi, sarebbe l’unico a poter battere il populismo dei 5 Stelle. E inoltre è espressione della società civile».

E questo è un valore? «Ricordo il ’97 a Milano. Venivamo da una sconfitta: le elezioni erano una traversata nel deserto. Berlusconi scelse Albertini e andò con Cdu e Ccd, senza la Lega. Fu una scelta coraggiosa e vincente».

Perché Bertolaso non la convince? «Lo stimo, ma è un candidato debole, percepito come un pezzo del passato».

Secondo Storace, Berlusconi venerdì gli avrebbe assicurato di stare con Marchini. «Io non gli ho parlato. Dico solo che, per citarlo, è il momento di rendersi concavi e convessi rispetto all’obiettivo. Bisogna lanciare, per usare le parole di Parisi, una grande proposta liberalpopolare che guardi al futuro. Secondo i sondaggi, l’asse Salvini-Meloni sta al 17-1896, la ricomposizione della nostra area ci porterebbe al 20%. Il compito enorme che abbiamo è evitare l’Italia possa trovarsi nella situazione drammatica degli Stati Uniti».

Tra la Clinton e Trump chi sceglierebbe? «Assolutamente la Clinton. Una candidata che è molto distante da me, ma che è sicuramente il meno peggio».

Secondo Salvini, Berlusconi vuol far vincere Renzi. Che lo ricatta per i diritti tv. «Evidentemente ha accusato il colpo, visto che torna ai vecchi argomenti della sinistra, che rivangavano il conflitto di interesse. Ma è il contrario: ridare sostanza a una forza liberalpopolare crea un’alternativa a Renzi»

Con Renzi siete alleati. «Ricordo che le larghe intese e il Nazareno furono un’intuizione di Berlusconi. Su Europa, immigrazione e rilancio dell’economia si può dialogare. A proposito di flessibilità, fa male vedere esponenti di FI sperare in una procedura di infrazione dell’Europa».

Però, lei dice, alle Politiche sarete alternativi a Renzi. «La mia prospettiva è ricreare le condizioni per un bipolarismo mite».

Per poi allearvi con «populisti» che ora rifiutate? «Se sei forte e centrale, puoi allearti anche con le ali estreme. Il capolavoro di Berlusconi fu riportare nello schema democratico il Bossi secessionista e riconquistare una destra tornata a Fiuggi».

Casini, invece, immagina un asse antipopulista, insieme a Renzi. «Se dovessimo trovarci a combattere un fronte populista, dovremmo allearci come Ppe e Pse fanno in Europa o in Germania. Ma il tema delle alleanze viene dopo, una proposta che si basa solo sulle alleanze è debole. Serve una proposta politica che riparta dalla forza della società contro lo statalismo. È necessario quindi che Alfano e Berlusconi tornino a parlarsi».

Di: Trocino Alessandro

Fonte: Corriere della Sera


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