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Equitalia non cambi solo il nome. Sanzioni e interessi non superino il 50%

3 novembre 2016 di Maurizio Lupi

La chiusura di Equitalia è stata una buona notizia, ma deve essere una notizia che corrisponde a un fatto reale, non basta il cambiamento del nome, deve cambiare la struttura della riscossione. Equitalia purtroppo ha creato un vulnus nel rapporto del fisco, e quindi dello Stato, con il cittadino, presentandosi non come un esattore di tasse dovute perché giuste, ma come un vessatore insensibile alle ragioni del contribuente. Occorre ora che Governo e Parlamento sanino questo vulnus, rivedendo sanzioni, aggio e interessi che in alcuni casi arrivavano sino al 300 per cento dell’imposta dovuta. Questo dato non è semplicemente accettabile. Come Area popolare riteniamo, e presenteremo un emendamento in merito, che sia giusta una soglia massima del 50 per cento dell’imposta non pagata. Anche perché non ha senso alimentare iperbolicamente il monte delle tasse non riscosse, si parla ormai di mille miliardi di euro, quando tutti realisticamente sanno che quelle effettivamente esigibili non sono più di cinquanta miliardi.


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