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EUTANASIA, LO STATO NON PUÒ DARE LA MORTE

27 febbraio 2017 di Maurizio Lupi

Un uomo è libero di fare di se’ ciò che vuole, nel senso che ha questa possibilità, ma non esiste un diritto alla morte, un obbligo cioè per lo Stato di procurarmela quando la chiedo. Perché se la vita anche solo di una persona non ha più senso, pure la vita di tutti noi non ha più senso, ne’ come singoli, ne’ come vita comune, ne’ come speranza per coloro ai quali diamo la vita, i nostri figli.

Ognuno di noi ha nella sua famiglia o nella stretta degli affetti più cari esperienze di malattia e di dolore, per questo fa dispiacere vederne usata una per forzare il Parlamento nei confronti di un disegno di legge sul cosiddetto testamento biologico che con il caso del dj Fabo non c’entra nulla. Dj Fabo ha chiesto di essere ucciso perché trovava insopportabile la sua vita dopo un terribile incidente. Noi tutti possiamo comprendere la disperazione di un uomo che non può più fare la vita che ha sognato, ma non abbiamo il potere ne’ il diritto di definire per legge quando una vita sia indegna di essere vissuta e lo Stato possa quindi metterle termine. Aumenteremmo solo in modo infinito la profonda solitudine a cui condanneremmo chiunque pensasse di avere un’esistenza non degna delle sue aspettative. E ce ne laveremmo le mani, come singoli e come comunità, venendo meno al dovere di solidarietà che come persone abbiamo, questo si’, gli uni verso gli altri. Ne nascerebbe un tipo di società in cui sarebbe veramente triste nascere, vivere e anche morire, come è triste questa morte.


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