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Fondi e detrazioni, svolta per le paritarie.- Intervista ad Avvenire

27 ottobre 2016 di Maurizio Lupi
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 E nel 2018 arriverà il fattore-famiglia

Roma – Per alcune ore il “giallo dell’articolo 100” ha turbato il clima nella maggioranza. E, per intendersi, il pezzo di manovra che riguarda le scuole paritarie. Il testo è sparito dalle bozze. Poi, in serata, il capogruppo Ap alla Camera, Maurizio Lupi, rassicura: «Tranquilli, c’è tutto quello che avevamo chiesto. Ed è davvero una svolta per la libertà di educazione in questo Paese».

Dunque l’articolo 100 c’è: ma cosa dice? Innanzitutto rende strutturale a 512 milioni di euro il fondo per la parità scolastica. Facciamo memoria: la manovra di tre anni fa stanziava 272 milioni, poi dovemmo ingaggiare una battaglia campale per recuperarne altri 200. Vuol dire che è caduto un pregiudizio, vuol dire che finalmente si riconosce alle paritarie vera dignità nel sistema dell’istruzione pubblica. Non è più un costo da tagliare ma una risorsa. E una svolta culturale che, voglio sottolinearlo, il premier ha pubblicamente difeso quando ha presentato la legge di bilancio alla stampa.

Cambia anche il modo in cui vengono spesi questi soldi? Diverse scuole rischiano di morire per le lungaggini burocratiche… Anche qui c’è un cambiamento forte. Prima il 50 per cento del fondo veniva destinato alle Regioni e il 50 direttamente alle scuole. Non sarà più così, le risorse saranno distribuite direttamente agli istituti. Sarà uno snellimento notevole e una garanzia per 120mila insegnanti e 13mila scuole che devono fare i salti mortali per andare avanti.

La libertà d’educazione però si deve sentire anche lato-famiglie… Ci sono dei passi in avanti. oltre ai 512 milioni strutturali, ce ne sono altri 100 di cui beneficeranno direttamente le famiglie. Non sono spariti, come ha insinuato qualcuno.

A cosa servono? Quasi 25 milioni saranno per favorire l’accoglienza nelle paritarie dei ragazzi disabili. Per ciascuno di loro, ogni scuola non prenderà più mille ma duemila euro. E un raddoppio netto di risorse legato ad un fatto concreto: gli alunni disabili che scelgono le paritarie sono 12mila e sono in continuo aumento. Lì, evidentemente, i ragazzi trovano degna accoglienza e buoni servizi. Gli altri soldi serviranno per alzare da 400 a 800 euro la somma delle rette che si possono portare in detrazione, siano le rette per un istituto paritario o la retta della mensa della scuola statale. È uguaglianza vera, non fittizia.

Ammetterà che sono primi passi rispetto alle esigenze delle famiglie… Certo, ma intanto per la prima volta in manovra c’è un intero capitolo dedicato solo alla famiglia, a partire dall’articolo 49. Il voucher “mamma domani” vale 800 euro a prescindere dal reddito. E i mille euro di bonus per gli asili nido valgono sia per gli istituti statali che per quelli paritari. Stanno davvero cadendo dei tabù.

Non teme rappresaglie in Parlamento su questi punti? Non credo, sono capitoli che fanno parte di un’intesa di maggioranza solida che mira ad attuare la parità così come la concepì il ministro Berlinguer.

Tra tante misure continua a mancare però un disegno fiscale coerente che tanga conto dei carichi familiari… Nel 2018 la riforma dell’Irpef sarà realizzata intorno al concetto del fattore famiglia. Non è un annuncio ma un progetto sul quale la maggioranza si è già messa in moto.


di Iasevoli Marco

Fonte: Avvenire 


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