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I referendari frenino. Ma con le adozioni salta la maggioranza

14 maggio 2016 di Maurizio Lupi

ROMA «Lavoreremo perché i promotori del referendum si fermino prima di iniziare la raccolta delle firme. La storia delle battaglie su divorzio e aborto ci insegna che una con sultazione sulle unioni civili non serve né agli italiani in generale né, tantomeno, ai cattolici». Così parla Maurizio Lupi, capogruppo di Area popolare, rivolgendosi all’eterogeneo fronte del centrodestra che ha an nunciato un referendum abrogativo della legge sulle unioni civili . Dopo l’approvazione definitiva della legge sulle Unioni Civili alcuni parlamentari (Eugenia Roccella, Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi di Idea, Maurizio Gasparri e Lucio Malan di Forza Italia, Gian Marco Centinaio e Nicola Molteni della Lega, Fabio Rampelli ed Edmondo Cirielli d i Fratelli d’Italia e tanti altri) hanno manifestato la propria contrarietà proprio evidenziando la necessità di chiamare i cittadini a esprimersi. Il primo a esprimere il proprio «no» a una consultazione popolare era stato ieri, con un’intervista a l Corriere della Sera, il mi nistro dell’Interno e leader di Ncd Angelino Alfano perché «con i sondaggi che dicono che il 60 per cento degli italiani è favorevole al riconoscimento dei diritti civili e patrimoniali, significa voler giocare d’azzardo con la famiglia». Ora anche Lupi si allinea. 

Pensa che la battaglia dei referendari sia persa in partenza?

 «Penso che non si possa ridurre la politica per la famiglia a uno scontro ideologico».

 Se i quesiti passassero al vaglio di Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale, lei si asterrebbe o voterebbe contro? 

«Spero che i referendari si ravvedano prima. Noi di Area popolare lavoreremo tutti in questa direzione. Iniziando per esempio a insistere col governo per fare entrare nella prossima legge di stabilità politiche attive per la natalità, per il fattore famiglia dal punto di vista fiscale, per la libertà di educazione. Incalzeremo Renzi su questo, mi creda». 

La legge sulle unioni civili rimarrebbe, però. 

«Quella è il frutto di un compromesso. E per questo è stata approvata». 

Se il Pd tornasse alla carica con le adozioni?

 «Pacta servanda sunt, i patti devono essere rispettati. Abbiamo un accordo con Renzi. E infatti abbiamo votato la fiducia a una legge che non contempla né le ad ozioni né il simil matrimonio». 

Un pezzo del Pd, tra cui la senatrice Cirinnà, sostiene che… 

«Mi spiace per la senatrice Cirinnà. Abbiamo fatto un accordo con Renzi di segno opposto». 

E se Renzi proponesse le adozioni, tra qual che mese? 

«Non ci sarebbe più la maggioranza. Stop. Fine. Può farlo con un’altra maggioranza o con un altro Parlamento». 

Ora che la legge c’è, lei certificherebbe un’unione civile tra due omosessuali?

 «Rispondo come quando facevo l’assessore a Milano. Mi rifiutavo sempre di celebrare i matrimoni. Farei lo stesso con le certificazioni che spettano a un qualsiasi pubblico ufficiale».

 I rappresentanti del Family day minacciano ritorsioni al referendum sulla Costituzione. 

«Che c’entra votare no sulla Costituzione con la difesa della famiglia? Questo sarebbe, da parte degli amici del Family day, un errore madornale».

di Labate Tommaso

Fonte: Corriere della Sera


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