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Ilaria Capua vittima del circuito mediatico-giudiziario

6 luglio 2016 di Maurizio Lupi

“Quanto successo alla, purtroppo, ex collega parlamentare Ilaria Capua dovrebbe far riflettere tutti, soprattutto chi amplifica a dismisura indagini e avvisi di garanzia trasformando accuse ancora tutte da provare in condanne irrevocabili. Due anni dopo essere stata sbattuta sulla copertina di un settimanale come il mostro che faceva traffico di virus, Ilaria Capua è stata totalmente prosciolta perché il fatto non sussiste. In questi due anni ha dovuto sopportare di tutto, insulti irripetibili che nessuna scusa potrà sanare. Adesso Ilaria Capua, una scienziata che la comunità scientifica internazionale ci ha sempre invidiato, ha deciso di lavorare all’estero. Qualcuno, in modo peloso, oserà pure dire che ‘giustizia è stata fatta’, che bisogna fidarsi della magistratura che prima o poi fa emergere la verità e che era dovere della stampa pubblicare la notizia con il risalto datole. Io penso che invece Ilaria sia stata vittima di una grave ingiustizia, e che due anni per accertare che il fatto non sussisteva sono grande parte di questa ingiustizia, che quel titolo di giornale è stato una pena afflittiva non dovuta e non giustificata. Quello di Ilaria Capua è un caso clamoroso, ma purtroppo non è il primo e non sarà l’ultimo se non avremo il coraggio di ripensare il circuito mediatico-giudiziario che rischia di trasformare la stampa nella buca delle lettere di interessi che con la giustizia e il giornalismo non hanno nulla a che fare”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare.


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