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Inaccettabile e pericoloso il linciaggio del giudice Deodato

28 ottobre 2015 di Maurizio Lupi

“Il linciaggio mediatico a cui è stato sottoposto il giudice Deodato per la sentenza del Consiglio di Stato sulle trascrizioni dei matrimoni gay all’estero è vergognoso. E pericoloso, per l’uso come insulto e in modo intimidatorio dell’aggettivo ‘cattolico’ e per l’insinuazione, che in alcune dichiarazioni non è tanto un’insinuazione, che in quanto cattolico Deodato non dovrebbe fare il giudice, o almeno astenersi dal pronunciarsi su certe materie, perché le sue convinzioni non lo renderebbero più terzo. Il tutto per il rilancio di alcuni tweet sulla famiglia condivisibili dalla maggioranza degli italiani. E cosa sarebbe successo se il giudice Deodato avesse partecipato al congresso di un partito politico come altri giudici hanno fatto? O se avesse sfilato in cortei anti-qualcosa come molti magistrati hanno fatto e fanno? O se avesse partecipato alle primarie di un partito politico come altri magistrati hanno fatto? Giustamente si rivendicò il diritto anche per un magistrato di avere delle idee e di esprimerle con il voto. Al giudice Deodato non è concesso avere una fede? La rivendicazione di un diritto può arrivare sino a negare la libertà religiosa? I giudici, forse vale la pena ricordarlo, devono applicare la legge vigente e questo ha fatto il Consiglio di Stato ricordando ai sindaci che anche loro, come tutti i cittadini devono rispettarla”. Lo dichiara Maurizio Lupi presidente dei deputati di Area popolare.


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