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“Sconfitto un altro tabù. Più fiducia ai cittadini”- Intervista a Repubblica

14 ottobre 2015 di Maurizio Lupi
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ROMA. «Dopo l’articolo 18 e le tasse sulla prima casa, abbiamo sconfitto un altro tabù: la soglia sul contante». Maurizio Lupi, ex ministro delle Infrastrutture, capogruppo alla Camera di Area Popolare, è soddisfatto.

Onorevole, ma così l’evasione non aumenta? 

«Questa misura mi piace molto non solo perché accoglie una nostra proposta. Ma perché è la dimostrazione che con le bandiere ideologiche e i pregiudizi non si va da nessuna parte. Poi certo se i consumi non si rilanciano, se l’evasione sale, interverremo».

Un pericolo dunque si mette in conto...

«La correlazione tra uso del contante ed evasione fiscale non esiste. Anzi, in Austria non c’è alcun limite e l’economia sommersa è al 7,5%, in Spagna al 18,6% con una soglia a 2.500 euro, in Belgio al 16,4% con tetto a 3 mila euro».

Ma non hanno l’evasione e il sommerso dell’Italia. Né la nostra propensione al riciclaggio.

«È importante ridare fiducia ai cittadini. Poi lo Stato deve fare lo Stato, senza arretrare di un millimetro nei controlli. Se non rispetti le regole, paghi e paghi duramente».

Lei conosce molte persone vogliose di girare con tremila euro in contanti in tasca? 

«Parliamoci chiaro: non è con tremila euro che si fanno le grandi corruzioni se si compra una casa in nero. Si fanno in altro modo e dobbiamo combatterle».

Esiste davvero un impatto sui consumi di una misura del genere? 

«Lo vedremo. E comunque la decisione di Monti di abbassare la soglia a mille euro nel 2011 ha frenato i consumi, non c’è dubbio. Ce lo segnalano albergatori e ristoratori. I clienti andavano piuttosto oltreconfine, in Austria ad esempio. E cosi l’Italia pativa una concorrenza sleale».

Anche sullo shopping? 

«Ma certo. Le Camere di commercio lo hanno misurato con chiarezza. Soprattutto in certi settori merceologici e per alcuni beni durevoli, come orologi e abbigliamento».

Non siamo dunque di fronte a un tana liberi tutti? 

«Tutt’altro. Abbiamo appsantito riciclaggio, falso in bilancio e corruzione. Dobbiamo solo educare i cittadini ad usare di più la carta di credito. Ma lo sa che in 15 milioni non hanno neanche il conto corrente?».

(V.co)

Fonte: Repubblica 


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