Google Google+

Isee va cambiato, il calcolo della prima casa danneggia giovani e pensionati

4 maggio 2016 di Maurizio Lupi

La riforma dell’Isee, l’indicatore della situazione economica dal quale dipendono l’accesso agevolato ai servizi di welfare, i servizi sanitari e anche l’importo delle tasse universitarie, ha avuto un impatto pesante sulle famiglie italiane. E’ stato un provvedimento che ha interessato milioni di cittadini italiani. Il fatto che in questo indicatore venga calcolata la proprietà della prima casa, e oltre l’80% delle famiglie italiane è proprietaria della casa di abitazione, ha fatto sì che molti, soprattutto le famiglie con figli iscritti all’Università e i pensionati, si siano visti negare servizi che prima ricevevano. L’esclusione dal beneficio della borsa di studio di circa il 20% di quanti avevano precedentemente diritto, ha sicuramente contribuito al forte calo (15%) delle immatricolazioni universitarie; tanto che il ministro Giannini è intervenuto autonomamente innalzando le soglie Isee. Ora, se è vero, come è vero, che nel Def sono previsti interventi a favore della natalità e della famiglia, ho chiesto al presidente Renzi l’impegno a rivedere i criteri dell’Isee, ridimensionando il valore della prima casa e introducendo un quoziente Isee familiare. La crisi demografica è più grave della crisi economica che stiamo attraversando, l’impegno per il futuro del nostro paese passa di qui.


Iscrivimi alla newsletter di Maurizio Lupi
17 settembre 2016

Il progetto di Stefano Parisi è anche il mio – Intervista al Mattino


11 novembre 2015

Alfano chiaro su termini notifica multe, Comuni non facciano cassa


14 giugno 2016

#DopodiNoi, fieri di aver scritto pagina di umanità


7 aprile 2016

CENACOLO CHIUSO, SMETTIAMOLA DI FARCI DEL MALE