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#Istat, Cresce Pil e calano tasse. Nessun avventurismo a sinistra

1 marzo 2017 di Maurizio Lupi
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Non è per obbligo di ottimismo che segnalo i dati consegnatoci oggi dall’Istat, ma per realismo politico. Nel 2013 la nostra economia registrava un dato negativo del 2%, ora siamo + 0,9, sappiamo che non basta ma si è invertita una tendenza anche rispetto alle previsioni. Il rapporto deficit/Pil nel 2016 è del 2,4%, a fronte del 2,7% del 2015. Ma soprattutto nel 2016 la pressione fiscale è scesa al 42,9% rispetto al 43,3% dell’anno precedente. Il governo e la maggioranza che lo sostiene hanno ora la responsabilità di consolidare e migliorare questi risultati. E anche l’Europa deve capirlo. Un’inversione di tendenza, soprattutto per quanto riguarda la pressione fiscale, sarebbe inaccettabile e incomprensibile. Nessuno si sogni di spostare a sinistra l’azione del governo: riforme come il Jobs Act, i voucher, l’abolizione dell’Imu sulla prima casa e sulle aziende agricole, l’abbassamento dell’Ires, l’innalzamento dell’uso del contante stanno, anche se ancora troppo lentamente, dando i loro frutti. C’è qualcuno che vuole assumersi la responsabilità di cambiare strada vanificando tutto questo? Lo vuole il Pd? Ce lo chiede l’Europa? Noi di Area popolare certamente no.


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