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Le dimissioni di Ilaria Capua sono una sconfitta per il Parlamento – Il mio intervento alla Camera

29 settembre 2016 di Maurizio Lupi

Spero che Ilaria Capua non invochi il diritto all’oblio rispetto alle parole che sto per pronunciare, perché della sua vicenda dovremo tutti ricordarci a lungo e bene.

La “trafficante di virus”, la “scienziata senza scrupoli” – così veniva pubblicamente e gratuitamente linciata – va ora a trafficare scienza, ricerca e competenza in un Centro di eccellenza dell’Università della Florida. Auguri a lei! 

Oggi la Camera dei deputati la saluta, e, fatta salva la libertà di scelta di ognuno, io penso che quella di oggi per il Parlamento sia una sconfitta. Che in quest’Aula non seggano solo “professionisti” della politica, ma anche imprenditori, professionisti e scienziati (Ilaria Capua è stata definita dalla rivista Scientifica American come uno dei 50 ricercatori più importanti del mondo) era per noi e per il Paese un arricchimento, un contributo prezioso, un valore aggiunto. Da oggi saremo un po’ più poveri, intellettualmente e politicamente.

 Ma prima di salutarla credo che le si debba chiedere scusa. Credo, signor presidente, che debba chiederle scusa quel deputato del Movimento 5 Stelle che la aggredì verbalmente con molta violenza in commissione Cultura.

Credo che debba chiederle scusa l’onorevole Silvia Chimienti che postò la foto dell’onorevole Ilaria Capua sulla sua pagina Facebook intimandole: “Traffico illecito di virus. Nel dubbio dimettiti!”.

Credo che debbano chiederle scusa i frequentatori della pagina Facebook “noivotiamoM5S” di cui rileggo qualche commento: “Poi la fanno ministro della sanità, troia”,  “Grandissima zoccola!”, “Se la notizia fosse vera, meriterebbe di iniettarglielo a forza il virus…”, “Hija de puta”. “Iniettatela a lei!!!!”, “Alla gogna!!!!”.

Credo che debba chiederle scusa l’onorevole Di Battista che salutò l’indagine con un hashtag di soddisfazione, #arrestanovoi, se non trova l’hastag con cui scusarsi, glielo suggerisco io #disonestinoi. E sia chiaro che parlo di disonestà morale e intellettuale.

Ufficialmente il Movimento 5 Stelle dice di aver già provveduto, ma il comunicato postato sulla bacheca della pagina Facebook di Silvia Chimienti e sul sito del Movimento non sembra propriamente l’offerta delle proprie scuse.

Leggo: “Ci rallegra la notizia del proscioglimento della deputata e collega e in commissione Cultura Ilaria Capua dall’accusa di essere coinvolta in un presunto traffico illegale di virus. Umanamente non potevamo che sperare che la vicenda si concludesse con un esito positivo e così è stato, per cui auguriamo a Capua di superare quanto prima le difficoltà e le angosce che le sono derivate a causa di questa vicenda. Al contempo però non possiamo condividere alcuni giudizi espressi da Capua nei nostri confronti e rispedire al mittente le accuse che ci sono state rivolte da alcuni suoi colleghi di partito. Quando, nel 2014, la deputata di Scelta Civica venne iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Roma noi chiedemmo soltanto una cosa: che Capua lasciasse il ruolo di vice presidente della commissione Cultura…”.

Comprendo la comprensibile vergogna per la campagna scatenata due anni fa contro Ilaria Capua, ma l’ingiunzione “dimettiti!” non era corredata da precisazioni, anzi. L’onorevole Marialucia Lorefice, in quest’Aula l’11 aprile 2014 dichiarava: “Ci sembra lecito in questa sede chiedere le dimissioni da vicepresidente dalla Commissione cultura, ma anche da parlamentare della Repubblica italiana, della deputata Ilaria Capua, convinti che in una situazione del genere sia alquanto difficile riuscire a espletare al meglio il ruolo di non poco conto che si trova a ricoprire”. Nello stesso intervento la collega descriveva Ilaria Capua e gli altri accusati come “persone che mettono la propria intelligenza e il proprio sapere deliberatamente al servizio del male”, persone “prive di scrupoli” che agiscono “in nome del Dio denaro”.

Il Movimento 5 stelle non ha chiesto scusa a Ilaria Capua ha solo cercando di falsificare e cancellare le tracce del linciaggio morale a cui aveva sottoposto una persona innocente. Negare le proprie azioni e le proprie responsabilità non è chiedere scusa, è l’esatto opposto.

Fin qui il passato. Ora una domanda sul presente e sul futuro: il metodo che ha crocifisso Ilaria Capua non è un’esclusiva di qualche focoso parlamentare in stato di indignazione permanente, ma di questo imbarbarimento non si si devono forse ritenere responsabili tutti quei giornalisti, quei pubblici ministeri e quei politici che hanno trasformato in una prassi la gogna pubblica e definitiva di chi ha ricevuto un avviso di garanzia (sempre che non sia un sodale ideologico o politico, allora tutti tornano garantisti)? 

Risentiamo ancora una volta quelle parole: trafficante di virus, scienziata senza scrupoli.  Di “trafficanti” in questa vicenda si vedono solo quelli di bufale spacciate per verità, e “senza scrupoli” paiono solo quei politici colpiti, loro sì, dal virus del giustizialismo di piazza, della gogna mediatica, e insensibili alla giustizia che si fa con le sentenze e che ha ancora l’ardire di proclamare qualcuno innocente.

Nell’intervento che ho citato l’onorevole Lorefice si augurava a un certo punto che “tutto questo fosse un incubo dal quale non ci resta che svegliarci”. L’incubo è quello che avete fatto vivere a Ilaria Capua per anni. Sì, dovete svegliarvi dalla vostra paranoia e scoprire che c’è un modo di fare politica in cui chi non la pensa come voi è un avversario da contrastare con ragioni e argomenti, non un nemico da distruggere con la diffamazione e gli insulti.

Grazie Ilaria per il tuo impegno in Parlamento, continuerai in altre forme a lavorare per il bene di questo Paese.

di Maurizio Lupi 

Fonte: Il Foglio


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