Guardiamoci intorno. Silvio Berlusconi è l’unico elemento di stabilità in Italia. Da destra a sinistra. Al centro, c’è addirittura una galassia di partiti e partitini in cerca di una guida, di un programma e di uno sbocco politico. Da Casini a Rutelli, oltre alle varie fondazioni di stampo montezemoliano, tutti si professano moderati ed invocano il nuovo. Ma il loro modo di far politica come somma di minoranze è vecchio: l’Italia ha scelto da tempo la linea dei due campi, quello moderato e quello di sinistra. Come in ogni Paese evoluto. Terze soluzioni sono state sconfitte ovunque, figuriamoci da noi.
Quanto alla sinistra, c’è da mettersi le mani nei capelli. La cosiddetta festa del Pd di Torino ha fatto registrare in tre giorni due atti di violenza estremamente gravi: quella verbale al presidente del Senato Renato Schifani, e quella fisica al segretario della Cisl Raffaele Bonanni.