Chi, come e perché avvelena il clima

"C'è un clima avvelenato" ha detto il presidente del Consiglio, ed il paradosso è che molti avvelenatori fingono di dargli ragione ribaltando l'accusa. La sinistra ha chiamato la piazza (poca gente, in verità) a "difendere le regole" e "togliere il bavaglio all'informazione", ma chi queste regole le sta violando sono loro, chi sta utilizzando l'informazione come un'arma impropria di lotta politica sono sempre loro.

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, finge di chiedere che si parli di "cose concrete", ma lui per primo si guarda bene dal farlo: è al guinzaglio di Di Pietro, che si gloria dell'inchiesta bluff di Trani, e quanto alla cose concrete il Pd non ha alcun argomento, ma anzi molto timore.

Il vero obiettivo della sinistra è il polverone, che dovrebbe produrre sconcerto tra gli elettori e tenerli lontano dalle urne. Un alto astensionismo, come in Francia, nei loro sogni gli consegnerebbe parecchie regioni, e gliele consegnerebbe gratis, a tavolino. Regioni dove - con elezioni regolari e una campagna normale - la sinistra che attualmente le governa dovrebbe solo vergognarsi per come le ha amministrate.

Ecco perché l'opposizione non parla di cose concrete, di governo e di amministrazione; ecco perché invoca le regole essendo la prima a violarle (gareggiare senza avversari è un esempio di rispetto delle regole?); ecco perché si inventa un'informazione imbavagliata; ecco perché puntualmente come ad ogni vigilia elettorale torna in pista qualche procura con un'inchiesta ridicola, destinata, chiuse le urne, all'archiviazione.

L'opposizione devia l'attenzione su tutto questo, ma intanto al potere ci pensa, eccome, si fa i suoi conti e spera di vincere gratis, di non pagare dazio. Questo è l'avvelenamento dei pozzi.

Emma Bonino ha avuto per sé una piazza del Popolo dove è andata in scena una grottesca riedizione della sinistra di prodiana memoria, dai comunisti ai verdi. Sono rispuntati Bertinotti, Ferrero e soci, tutti quelli che secondo i giuramenti dei segretari democratici non dovevano esserci più. Il vero capopiazza è stato Di Pietro, ed è lui il primo e vero avvelenatore.

Le "regole" invocate in piazza vengono contraddette sul campo, ma il polverone serve proprio a deviare l'attenzione. Vediamo perché e come.

Tolte di mezzo le liste del Popolo della Libertà, nel Lazio dilagano spot e manifesti dei candidati del Pd. Nomi improponibili, come Mario Di Carlo, che fu costretto a dimettersi dalla carica di assessore regionale all'ambiente per la malagestione della discarica di Malagrotta. Si tratta di una vicenda potenzialmente paragonabile all'emergenza rifiuti in Campania; ora la sinistra finge di dimenticarsene. Anzi, magari rilancia.

Nomi come Esterino Montino, il numero due di Piero Marrazzo, che dal governatore travolto dallo scandalo ha ereditato la gestione ad interim del Lazio, ed ora vorrebbe capitalizzare questo potere. Il suo slogan è "la buona regione". La quale "buona regione" ha anche deciso di lanciare una campagna "istituzionale" per contrabbandare i suoi risultati (quali?), il tutto a spese, in questo caso, delle casse pubbliche.

Ancora. Il Lazio, come si sa, ha un buco sanitario di circa 10 miliardi di euro, ed Emma Bonino ha inviato al Sole 24 Ore una lettera, pubblicata sabato, per sostenere che quel buco è "un paradosso", che il debito "non esiste più", e che "in ogni caso era riconducibile alle gestioni passate", cioè prima di Marrazzo. Ebbene, ieri lo stesso quotidiano, oltre ad ospitare la replica di Renata Polverini, ha condotto una propria indagine (a pagina 13) sul buco sanitario nazionale.

Ne emerge che il Lazio ha un disavanzo di 9,3 miliardi nel 2008, che "nel 2004 pre-Marrazzo" erano 1,66 miliardi". Dunque, chi ha dilatato a dismisura la voragine? E qual è, sempre secondo il giornale confindustriale, la seconda regione ad aver trapanato le casse pubbliche? La Campania, con 5,6 miliardi. Non solo. Lazio e Campania sono anche le prime due regioni ad aver beneficiato di aiuti pubblici, rispettivamente per 3,4 e 1,46 miliardi. Eppure sono al collasso, ed i contribuenti pagano per questo addizionali fiscali record.

Sarebbe questa "la buona regione?". Sono queste le amministrazioni da lasciare al malgoverno della sinistra, e che la sinistra cerca di tenersi vincendo a tavolino? Instillando tra i moderati il dubbio dell'astensione?

E' un esempio, ma è un esempio concreto. Se ne potrebbero fare molti altri: per esempio in materia di legalità (Campania e Calabria), di ambiente, di opere pubbliche. Le parole delle quali dal palco si riempiono quotidianamente la bocca, proprio per evitare che si vada a vedere e si parli di come stanno le cose nel concreto.

Ecco perché c'è il polverone, ecco perché si avvelena il clima. L'opposizione, con il solito aiutino di qualche procura, tenta il doppio colpo: mantenere il malgoverno regionale, non parlando delle cose concrete che riguardano i cittadini (sanità, tasse, lavoro), e sferrare il consueto attacco per via giudiziaria a Berlusconi ed al suo governo.

Poi fingono di lamentarsi perché non si parla dei problemi della gente. Se se ne parlasse, loro sarebbero già al tappeto con ciò che hanno fatto e con la soluzione che hanno riproposto in piazza del Popolo. Ma in realtà preferiscono deviare l'attenzione, alzare polveroni, ricorrere allo slogan delle regole, denunciare un'informazione "imbavagliata". E' surreale: tutto questo in un Paese in cui qualsiasi procura può spiare impunemente chiunque - purché di una certa parte - e dare in pasto le intercettazioni per reati inesistenti.

Oggi l'Unità scrive che "i fatti emersi dalla procura di Trani porterebbero qualunque premier occidentali a dimettersi all'istante". Quali fatti? Che Berlusconi si lamenti delle trasmissioni fuori da ogni regola di Michele Santoro? Talk show che Santoro ha poi continuato a mandare tranquillamente in onda? L'Unità dimentica che Barack Obama ha ordinato di "lasciare a terra", cioè escludere dai tour presidenziali, gli inviati di Fox News da lui considerati ostili? Quale delle due cose è più grave, una lamentela al telefono, spiata senza autorizzazione e comunque senza effetto, o un atto presidenziale?

Ecco perché si avvelena il clima. Ecco i veri obiettivi: prendersi una riscossa su Berlusconi, con le solite scorciatoie giudiziarie, e tenersi stretto il potere nelle regioni. Con debiti, tasse e malgoverno.