RUSSIA: ONOREVOLI PELLEGRINI VISITANO FOSSE PURGHE STALINIANE

Non servono martiri in politica, anche se il patrono dei politici e' proprio un martire, Tommaso Moro: sembrano concordi gli oltre settanta tra deputati e senatori italiani di tutti gli schieramenti che, guidati da mons. Rino Fisichella, cappellano di Montecitorio,

sono arrivati eri a Mosca insieme alle loro famiglie per l'ormai tradizionale pellegrinaggio annuale nei luoghi della fede cristiana, dopo quelli in Terra Santa, Siria e Turchia.
Un viaggio di sei giorni, con tappa finale a San Pietroburgo il 9, il giorno prima della partecipazione a Yaroslavl del premier Silvio Berlusconi al Forum politico mondiale sullo sviluppo democratico.

Il martirio e' stato il tema conduttore della prima giornata degli 'onorevoli pellegrini' che, dopo Serghiei Posad, la citta' del 'Vaticano russo', hanno visitato la tomba di alcuni martiri ortodossi come padre Aleksandr Men e le fosse comuni di Butovo, dove giacciono i corpi di 20 mila vittime delle purghe staliniane. Un tema delicato, nel piu' grande Paese ortodosso dove fede e religiosi sono stati a lungo perseguitati dal potere comunista e dove ora si assiste alla riscossa di fedeli e Chiesa ortodossa, sullo sfondo del futuro storico incontro tra il Papa e il patriarca di Mosca che, secondo Fisichella, 'sara' un segno al mondo intero di condivisione e partecipazione, al di la' delle differenze'.

'Se ci sono martiri in politica? Tommaso Moro, proclamato nel Giubileo del 2000 santo protettore dei politici da Papa Giovanni Paolo II anche su iniziativa di Francesco Cossiga, lo e' stato ma oggi piu' che affrontare il martirio dobbiamo servire il bene comune', risponde all'ANSA il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, che guida la delegazione parlamentare. Come i martiri, pero', 'in politica bisogna bisogna sempre testimoniare la propria fede e i propri ideali nel rispetto del governo e della sua politica estera', aggiunge, spiegando cosi' la sua recente critica all''evidente show fuori delle righe di Gheddafi a Roma'. 'Anche la Chiesa l'ha criticato e dalle file del mio partito ho ricevuto profondo rispetto', osserva.

Una posizione condivisa da mons. Fisichella: 'mi auguro che in politica non ci debbano essere martiri', sottolinea, ricordando anche lui la figura di Tommaso Moro. 'Spero solo - aggiunge - che in politica vi siano persone che si sforzano di interpretare il significato della parola 'martire', ossia testimone. Quindi mi auguro che i parlamentari credenti siano testimoni della loro fede'.

Neppure l'on. Matteo Colaninno (Pd) crede all'utilita' del martirio in politica, 'anche se l'Italia purtroppo ne ha avuti: penso ad esempio ad Aldo Moro'. 'Credo che servire il proprio Paese in Parlamento o al governo sia il piu' grande onore per un cittadino', dice. 'Se poi ci sono stati dei martiri, lo stabilira' la storia, non certo noi', aggiunge.

In una amichevole e talvolta goliardica atmosfera lontana dalle asprezze di Montecitorio, l'onorevole cammino di fede vede viaggiare insieme ex democristiani come il sen. Gustavo Selva e il sottosegretario Carlo Giovanardi, l'ex ministro socialista Margherita Boniver, teodem Udc come Paola Binetti, Enzo Carra e Dorina Bianchi, ma anche leghisti che cavalcano scuola e famiglia come Massimo Polledri e Paola Goisis. Non mancano gli ex 'controversi': l'ex giornalista Renato Farina, l'ex governatore della Sicilia Toto' Cuffaro. E neppure gli esponenti dell'opposizione, dal giovane Matteo Colaninno al filosofo heideggeriano Eugenio Mazzarella sino a Olga d'Antona.

Lupi spera che 'l'esperienza del pellegrinaggio aiuti a rafforzare l'amicizia e il dialogo tra parlamentari per andare al di la' degli schieramenti e arrivare ad una visione condivisa della persona, della vita'. 'Per dare un segnale che la politica non e' solo urlata', aggiunge. Mons. Fisichella concorda: 'il pellegrinaggio e' iniziato sottovoce riscuotendo poi un'adesione impensabile e facendo crescere l'amicizia nel corso degli anni'. 'Politicamente le divisioni restano, ma un pellegrinaggio puo' avvicinare umanamente e far crescere sul piano culturale e spirituale', osserva dal canto suo Colaninno.