
Nel grande sforzo mai così incisivo sul fronte della lotta all’evasione fiscale e confermato dalla cifra record recuperata nel 2009 e dal successo dello scudo fiscale, il governo ha allo studio nuovi provvedimenti per reperire risorse destinate ad alimentare la ripresa dei consumi e a sostenere l’economia reale.
La bozza per i nuovi interventi di incentivazione, così come suggerite in larga parte dal ministero delle Attività produttive, è all’esame del ministero dell’Economia e prevede la costituzione di un fondo di 300 milioni, un terzo dei quali sarà coperto da nuove misure fiscali.
Nel decreto legge ci saranno: disposizioni tributarie urgenti di materia di contrasto alle evasioni internazionali, con un giro di vite sulle frodi Iva e sugli scambi commerciali nei paradisi fiscali; un nuovo impulso all’accertamento con adesione, con procedure più agili per porre un limite alle lungaggini burocratiche dei processi tributari; un alleggerimento anche delle procedure che consenta di incassare più rapidamente le somme iscritte a ruolo e frutto della lotta al sommerso. Sono provvedimenti destinati a recuperare due dei trecento milioni del fondo per il sostegno ai settori industriali in crisi. Gli altri cento milioni saranno reperiti da fondi dello Sviluppo economico provenienti da revoche degli incentivi della ex legge 488.
I nuovi incentivi, dopo quelli all’auto dello scorso anno, dovrebbero essere destinati a rilanciare la domanda di prodotti che rispondano a criteri di efficienza e eco-compatibilità energetica e a sostenere quelle imprese che investano in sicurezza e automazione delle attività produttive.
Le misure di sostegno dovrebbero incidere sul mercato degli scooter elettrici e ibridi, degli elettrodomestici, delle cucine componibili, delle abitazioni ad alta efficienza energetica, della nautica da diporto, di macchine per uso agricolo, di gru per l’edilizia, della moda.
Sono ipotesi sulle quali già Confindustria si è espressa positivamente, sollecitando il varo del decreto in tempi rapidi al fine di non frenare la raccolta ordini e gli acquisti di quei prodotti in questo periodo di latitanza degli incentivi. Per quanto riguarda lo scudo fiscale, ieri il ministero dell’Economia, nel confermare che finora sono stati rimpatriati e regolarizzati 95 miliardi, ha reso noto che ad esso hanno aderito complessivamente 200mila contribuenti per una media di 475mila euro ciascuno.