Dal governo il decreto-sviluppo

Gli incontri del presidente del Consiglio con Tremonti e Scajola hanno impresso il definitivo colpo di acceleratore al decreto sviluppo, che potrebbe a questo punto passare al vaglio del Consiglio dei ministri della riunione della prossima settimana.

Nel provvedimento c'è tutto il capitolo con gli interventi per i settori industriali in crisi. In tutto risorse oscillanti tra 300 e 350 milioni di euro, da destinare in base a due grandi filoni: efficienza ed ecocompatibilità energetica; sicurezza e automazione delle attrezzature produttive.

Le risorse del fondo unico per gli incentivi al consumo verranno per due terzi da nome tributarie messe a punto dal Tesoro, mentre i restanti milioni (forse 110) saranno reperiti attraverso la revoca dei finanziamenti della ex legge 488.
Per quanto riguarda la parte più consistente della dote, ci si affida a una nuova stretta sui paradisi fiscali e sulle frodi Iva, cioè le cosiddette "frodi carosello" con le quali aziende fittizie producono montagne di fatture false per operazioni inesistenti. Inoltre si lavora a provvedimenti in grado di accelerare i tempi di riscossione tagliando il contenzioso.

I settori individuati per usufruire degli incentivi sono una decina: scooter elettrici, elettrodomestici e cucine componibili, abitazioni ad alta efficienza energetica, motori per nautica da diporto,rimorchi, macchine per uso agricolo, gru per l'edilizia, tessile.

Altre misure sono allo studio per accompagnare e aiutare la crescita economica. Si parte dall'ipotesi di un incentivo per la ricerca (dote complessiva di 70 milioni), una sorta di Tremonti-ter che consenta di detassare parzialmente gli investimenti in ricerca industriale. E poi è allo studio una rimodulazione di risorse, circa 300 milioni, già assegnate nel 2007-2008 , da destinare a un fondo per le aree industriali in crisi.