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Milano deve ripartire dalle famiglie – Intervista a Il Giornale Milano

8 maggio 2016 di Maurizio Lupi

«Buoni asilo e libertà di scelta. La città riparte dalle mamme»

Dare una mano alle mamme di Milano, perché possano svolgere al meglio il loro ruolo, cardine della famiglia. Questo lo spirito della festa celebrata oggi al parco delle Cave da Milano popolare.

Maurizio Lupi, cosa avete in serbo per aiutare le mamme? 

«Stiamo pensando a un voucher. Un buono asilo che possa abbattere le liste d’attesa e che garantisca a tutti la libertà di scelta, al di là del reddito. Se vogliamo festeggiare la mamma, creiamo le condizioni per sostenerla sul serio».

Invece a Torino il preside di una scuola ha soppresso la festa della mamma e ha inventato la festa di chi ti vuole bene.

 «Un conto è la mamma, un conto sono le persone a cui si vuole bene. Riconoscere la figura della mamma non è solo una questione di politically correct ma significa anche non negare se stessi, le proprie origini».


Come aiutare le famiglie? 

«Ad esempio con un ripensamento dei parametri Isee per calcolare il reddito. Molte famiglie, che a fatica hanno comprato una casa modesta con anni di mutuo, si sono viste escluse da alcune agevolazioni perché risultano proprietarie di casa».


In che modo il centrodestra potrà costruire una città a misura di famiglie?

 «In parte lo ha già fatto. Oggi festeggeremo la mamma al parco delle Cave che 15 anni fa era il simbolo del degrado e delle periferie abbandonate. Ora è sede del parco delle famiglie. Abbiamo anche studiato un bel progetto per il ponte delle Ghisolfa che diventerà una bellissima passeggiata pedonale di 3 chilometri».

La giunta Pisapia ha scarseggiato un po’ nei progetti di riqualificazione della città.

 «Non solo in quelli. La giunta è sfasciata da un anno. Penso all’occasione mancata degli scali ferroviari. Penso alle multe, alla tassazione salita alle stelle, alle periferie trascurate. Noi ripartiremo anche dalla manutenzione ordinaria, dalle altalene rotte nei parchi giochi e dalle case popolari con le pareti scrostate. Così riconquisteremo la fiducia della gente».

Anche Casini ha dato il suo appoggio a Parisi. Nel centrosinistra invece Sala non è riuscito a costruire la sua liste moderata. 

«Serve una grande proposta moderata. Parisi ha credibilità anche perché nella coalizione non abbiamo paura delle diversità. Ncd convive con la Lega».

Oltre a essere capolista di Milano Popolare, è interessato a un ruolo anche dopo le elezioni? 

«Mi auguro che Milano possa diventare laboratorio della nuova classe dirigente, così come fu con Albertini, quando in giunta ci fummo io, Del Debbio, Scalpelli, Casero. I deja vu non funzionano. Parisi prenda i giovani migliori e faccia crescere».

Di: Maria Sorbi

Fonte: Il Giornale Milano


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