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Da Monti una visione demagogica – Intervista al Corriere della Sera

19 ottobre 2016 di Maurizio Lupi
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 «Sono stupito e deluso, la posizione di Monti dimostra a cosa si è ridotto il dibattito»

MILANO «Sono stupito e deluso. Ma in fondo la posizione del presidente Mario Monti dimostra a cosa si è ridotto il dibattito sul referendum e quanta demagogia si sta facendo». L’onorevole Maurizio Lupi, presidente del gruppo di Area popolare, analizza: «Monti annuncia il No al referendum dopo aver detto che la riforma presenta aspetti positivi e cita ad esempio il Titolo V, il bicameralismo paritario, l’abolizione del Cnel e così via. Ma poi cade nell’errore di molti e dà un giudizio che prescinde dal contenuto».

Qual è il problema? «Anzitutto vorrei dire che qui non si sta scegliendo fra una politica di rigore e austerity contro la politica economica del governo Renzi. Questa non è l’ultima sfida all’O.K. Corral: maggioranza e minoranza del Pd una contro l’altra, i pro e i contro Renzi contrapposti come se ci fosse in gioco il Paese. Ma anche Monti dice che se vince il Sì non sparisce la democrazia a e se vince il No l’Italia non sarebbe in ginocchio».

Quindi da Monti cosa si aspettava? «Che il suo ragionamento lo portasse ad annunciare il Sì o il No, ma nel merito».

Monti critica il modo con cui Renzi sta cercando il consenso: non sta comprando il Sì a suon di promesse? «Io credo che questo modo di vedere cosa sta succedendo sia solo demagogico. Non accetto l’idea che fare politiche per le famiglie o la scuola siano marchette per conquistare il consenso. Consideriamo un grande risultato avere messo per la prima volta nella legge di stabilità un punto dedicato alla famiglia, stanziando anche 700 milioni di euro per aiutare la natalità. Così come è un ulteriore passo avanti nella parità educativa aver assegnato 1oo milioni di euro alla scuole paritarie, che useranno parte di questi fondi per dare il giusto sostegno a dodicimila bambini disabili che frequentano questi istituti».

Ma il tempismo non è un po’sospetto? «Anche Monti sa che le leggi di Stabilità devono essere consegnate in questo periodo. La valutazione deve essere: questi provvedimenti sono utili oppure no? Dare un iper ammortamento alle imprese le aiuta oppure no? Venti miliardi in tre anni all’industria 4.o è una marchetta o un volano per l’economia?».

Ce l’ha con la politica economica del governo Monti? «La sua cura aveva rischiato di far morire il Paese pur partendo da buone intenzioni, così come la politica economica europea».

Quindi insiste sul Si al referendum? «Sono convinto al quadrato. Non discuto che ci possano essere ragioni serie anche nel No. Ma non possiamo continuare con questo immobilismo».

Monti conclude che i problemi del Paese sono la corruzione e l’evasione fiscale. D’accordo? «Gli italiani non sono evasori e corrotti. Come dice papa Francesco, dobbiamo smetterla di stare al balcone a giudicare quello che fanno gli altri. Cominciamo ognuno a fare la propria parte».

Di Elisabetta Soglio 

Fonte: Corriere della Sera


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