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Multe, la vergogna del Comune di Milano

8 novembre 2015 di Maurizio Lupi

Presenterò un’interrogazione, i Comuni fanno il gioco delle tre carte 

Il caso segnalatomi da un cittadino di Milano è l’ennesima prova che i Comuni, o almeno certi Comuni, usano le multe per fare cassa e sistemare i loro bilanci. Non ho cambiato idea rispetto a quanto pensavo da ministro: questo è un rapporto perverso tra istituzioni e cittadini, una ulteriore tassazione mascherata. L’ho detto per le strisce blu, dove il Comune ha diritto a esigere la tariffa non pagata per chi sosta oltre l’orario, ma non ad esigere una multa dieci-quindici volte più della tariffa. L’ho ridetto per la vicenda dei 90 giorni di notifica, la legge è chiara e i sindaci che chiedono ai cittadini di rispettarla devono rispettarla a loro volta. Lo dico di fronte a questa vicenda dei 5 giorni dalla data della notifica che non esito a definire una vergogna, un trucchetto di cui vergognarsi, un gioco delle tre carte per fregare un’altra volta il cittadino: la legge è chiara e dice che la notifica è tale quando il cittadino riceve la multa a casa, non quando viene consegnata all’ufficio postale, da lì partono i 5 giorni entro i quali si ha il diritto di pagarla con lo sconto del 30%. La norma è così chiara che non capisco il senso di quella frase nei verbali che cita la legge solo a metà. Comunque con Paolo Alli, deputato lombardo di Area Popolare, presenterò una interrogazione al ministro dell’Interno e a quello della Infrastrutture e dei Trasporti perché chiariscano in modo spero definitivo ai Comuni come devono comportarsi. In ogni caso sul sito del gruppo di Area Popolare é online una sezione #latuavoceinparlamento dove i cittadini possono segnalare i casi in cui i Comuni si comportano come quello di Milano. Intendo monitorare la situazione sia su questo versante sia su quello dell’effettivo utilizzo dei proventi delle multe per il miglioramento della sicurezza stradale come previsto sempre dalla legge”.

Qui sotto potete leggere la lettera che mi è stata inviata qualche giorno fa: 

Gentile onorevole Lupi

scrivo a lei perché ricordo che da ministro dei Trasporti fece la regola per cui chi paga le multe entro i primi cinque giorni può farlo con il 30% di sconto. Ricordo le proteste dei Comuni, e anche la sua risposta: “le multe non servono per fare cassa e sanare i bilanci dei Comuni”. Evidentemente il Comune di Milano non la pensa così, ha infatti riempito la città di autovelox con limiti assurdi anche su cavalcavia a tre corsie dove se uno andasse ai 50 all’ora costituirebbe un reale pericolo e un oggettivo intralcio al traffico. Non contento ha notificato per anni le multe oltre il limite dei 90 giorni stabilito dalla legge dicendo che i 90 giorni non decorrevano dal giorno dell’infrazione rilevata automaticamente dall’autovelox, ma dal giorno in cui, bontà sua, un vigile prende visione del fotogramma e registra la multa. Ora ne hanno studiata un’altra, proprio sui cinque giorni entro cui si può pagare con lo sconto del 30%. Nel verbale di notifica hanno aggiunto una frase in puro burocratese nella quale si dice che la notifica scatta dal giorno in cui la multa viene consegnata alla posta e non da quando il multato la riceve a casa. Nel mio caso (veda allegato), il verbale porta la data del 6 ottobre e mi è arrivato il 16 ottobre. Ergo, i cinque giorni sono passati e non posso pagare con lo sconto. Protesto? Dove? Con chi? Quanto tempo mi ci vorrà? Oppure ci provo lo stesso, pago con lo sconto e se me la contestano dico che a me è arrivata il 16 ottobre e i cinque giorni per me partono da lì. Poi metto il tutto in mano a un avvocato o a un’associazione di consumatori e inizia una lite infinita? O faccio prima e pago? Oppure, ed è quello che ho scelto di fare, pago per intero l’ultimo giorno disponibile e quindi i miei soldi il Comune di Milano li vedrà solo tra 60 giorni. Anzi, quasi quasi la contesto, e i miei 55 euro il Comune dovrà sudarseli spendendo dei soldi per risolvere il contenzioso e li vedrà, forse, tra qualche anno.
 A questo punto il buon senso che, credo, avesse ispirato la sua norma – io riconosco la colpa
e pago un po’ di meno, il Comune incassa meno ma subito, diminuiscono le contestazioni e il loro costo – è andato a farsi benedire.
Veda se si riesce a ristabilire una certezza della norma, perché noi automobilisti siamo stufi di essere considerati mucche da mungere.
Un saluto

Dario


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