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Ncd al bivio, ma io con Renzi non ci vado – Intervista a Repubblica

27 agosto 2015 di Maurizio Lupi

“II Meeting che guarda al centrosinistra? Noi siamo contro i populismi, poi ognuno vota come crede”

ROMA. Se Matteo Salvini lancia il ticket con Berlusconi, ? L’Ncd è costretta a scegliere. E se anche il binomio tra Cl e centrodestra traballa, la situazione si complica. Soprattutto per un ciellino come Maurizio Lupi, capogruppo del Nuovo centrodestra.

Per Vittadini il Meeting non è più di centrodestra. Le tocca scegliere: lascia Ncd o cambia associazione?

“O forse bisogna cambiare il modo di leggere il Meeting, che non è di centrodestra o centrosinistra. Come recita lo slogan “Noi ci siamo”: contro i populismi. Quindi no, non provo alcun imbarazzo. Poi ognuno alle Politiche sceglierà, ma non ridurrei il Meeting alla battuta di Vittadini”.

Renzi, con cui lei ha avuto rapporti alterni, è stato accolto come una rock-star. Come Berlusconi dei bei tempi?

“Ho registrato una sintonia, ed è stata anche ribadita la giusta “distanza critica” dalla politica. E comunque andò così anche con Enrico Letta o Napolitano”.

La sintonia tra Cl e Renzi è il viatico per il vostro ingresso nel Pd?

“Per quanto mi riguarda non ci sarà mai. L’accoglienza a Renzi mi conforta rispetto alle nostre scelte degli ultimi anni e alla partecipazione al governo.

Per inciso: resterete alleati al Pd fino al 2018? 

“Fino a quando il governo farà bene le cose. Spero quindi fino al 2018. Ma restiamo diversi e alternativi a Renzi. Se il Pd di Renzi non è invotabile, come dice Vittadini, è perché il suo riformismo si incontra con le nostre posizioni liberali e sussidiarie. Però nel Pd restano contraddizioni incredibili, con la minoranza che ostacola ogni scelta”.

E se invece Renzi lanciasse il Partito della nazione senza la minoranza?

“Centrodestra e centrosinistra affrontano una rivoluzione identitaria. Vedremo gli sviluppi, ma spero in un confronto alle politiche tra socialisti riformisti e popolari”.

Quindi è un no?

“Io questo partito non lo vedo realizzato. Spero invece in una pluralità di proposte. La nostra sia quella del Ppe”.

Cicchitto la pensa diversamente, auspicando un’alleanza irreversibile con Renzi. Lo stesso dice Alfano.

“Su questo punto c’è una discussione in atto tra noi. Il punto è la nostra identità. Per me l’alleanza con Renzi non è irreversibile, né una strada senza ritorno. Anzi, auspico una sfida con Renzi alle prossime politiche”.

Eppure il ticket Salvini-Berlusconi toglie ossigeno alla sua posizione, non le pare?

“Se la strada è quella, si chiude la possibilità di ricostruire il centrodestra. Muore il sogno di Fi, che si accoda alla Lega. Finché c’è vita, però, c’è speranza….”.

Sente ancora Berlusconi?

“Ho grande stima e gratitudine per lui, ma non per questo ho la smania di rincorrerlo, né lui rincorre me. Abbiamo fatto scelte diverse, per ora, ma spero si apra un luogo politico di confronto nel centrodestra. E no, non condivido la posizione di Nunzia De Girolamo, che è andata a Villa Certosa: non ha senso tornare tra le braccia di FI”.

Proporrebbe le primarie per la guida del centrodestra?

“Non sono la panacea, ma uno strumento per una proposta comune sì”.

Chiudiamo con CL Berlusconiana in era berlusconiana, oggi renziana. C’è chi dice: solo opportunismo.

“E una lettura poco attenta. La proposta del Meeting non è politica. Cl educa alla responsabilità di persone protagoniste della realtà e a dare un contributo. Con tutti”.

***

Di Tommaso Ciriaco

Fonte: Repubblica


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