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Nessun dolore umano ci deve essere estraneo. #foibe

10 febbraio 2017 di Maurizio Lupi

Sulle foibe, come su qualsiasi giorno di ricordo delle tragedie del XX secolo, ho una segreta aspirazione: che il dovere della memoria e della conoscenza della storia smetta di essere un ping-pong tra opposte fazioni politico-ideologiche, per cui chi parla di foibe e di esuli istriani è ‘di destra’ e lo fa per riequilibrare un’egemonia culturale ‘di sinistra’ che queste vicende ha tenute nascoste per troppi anni. Vorrei che tutti gli italiani fossero liberi di conoscere la verità senza essere pregiudizialmente etichettati. Vorrei poter non considerare estraneo nulla di ciò che riguarda gli uomini e la loro vita, soprattutto quando questa è carica di fatica e di dolore. Vorrei che le storie degli infoibati e degli esuli istriani fossero normalmente riportate nei libri di testo e insegnate a scuola, non per revanche storico-ideologica con in mano il bilancino degli orrori, ma per far conoscere ai nostri figli quale intreccio inestricabile sia la storia di un popolo come il nostro che merita finalmente una memoria condivisa.


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