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Perdente chi corre solo. Sì al candidato comune – Intervista al Corriere di Milano

6 luglio 2015 di Maurizio Lupi
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«Le corse in solitario sono legittime ma compromettono la possibilità di definire una proposta politica alternativa e vincente. Se la Lega vuole correre da sola noi siamo pronti per presentarci con una proposta altrettanto credibile: ma partire così mi sembra un errore». L’onorevole Maurizio Lupi, capogruppo di Area popolare alla Camera ed ex assessore a Palazzo Marino commenta l’ipotesi, sul tavolo della Lega, di avanzare una propria proposta per le amministrative.

Eppure, Lupi, le posizioni vostre e della Lega a Roma sono molto lontane. Ci sono possibilità di un lavoro comune a Milano?

«Il modello da cui partire è quello della Regione, dove il centrodestra intorno a Roberto Maroni ha trovato un suo punto di coesione e, al di là delle diverse sensibilità, sta facendo bene nell’interesse dei cittadini. La linea nazionale di Matteo Salvini è molto lontana dalla nostra (penso per esempio alle posizioni su euro e Tsipras) : proprio per questo credo che si debba partire dai contenuti».

Il tavolo proposto anche da Riccardo De Corato?

«Esattamente. Mi sembra che anche la Gelmini fosse d ’accordo. Diamoci un periodo: diciamo che fino a fine settembre ragioniamo su quali potrebbero essere i temi forti della campagna elettorale. Se, come auspico fortemente, troviamo un accordo, si comincia a ragionare sui nomi dei candidat i. Altrimenti, ognuno farà le proprie valutazioni: anche con chi correre».

Nel frattempo, però, si sta muovendo la società civile. Il presidente della Triennale Claudio De Albertis ha dato disponibilità, Corrado Passera ha già lanciato il proprio progetto. Non rischiate di rimanere un passo indietro?

«Qu este disponibilità sono sicuramente un arricchimento. Ma deve prevalere la necessità di mettere insieme un’area moderata il più larga possibile: stimo molto entrambi e non ho preclusioni. Purché chiunque sia possa rimettere insieme tutti, altrimenti lasciamo Milano in mano al centrosinistra».

Il suo ex sindaco e amico Gabriele Albertini si è già schierato con Corrado Passera: ne avete parlato? 

«Gabriele Albertini conosce la mia posizione. Passera può essere un candidato a condizione che intorno a lui si crei convergenza politica».

E i nomi proposti dall’onorevole Mariastella Gelmini: Del Debbio? Feltri? Sangalli?

«Paolo Del Debbio è un amico, ma non credo sia interessato a questa partita come ha già detto Vittorio Feltri e come il presidente Carlo San galli, che sarebbe davvero un’ottima carta, ci ripete da anni ad ogni tornata elettorale. E comunque siamo sempre nel giro della società civile, mentre vorrei ricordare che anche la politica potrebbe avanzare nomi rappresentativi e in grado di unire».

Ha in mente qualcuno? 

«Non in particolare: bisogna percorrere tutte le strade».

E lei? 

«Come ha detto bene Salvini, ogni politico milanese ama anzitutto la sua città e farebbe di tutto per aiutarla. Io farò la mia parte per contribuire alla vittoria del centrodestra, ma non sono candidato».

Ci saranno primarie del centrodestra? 

«Se troveremo l’intesa sul programma e se sarà necessario, le primarie possono essere uno strumento per allargare il consenso».

I temi forti da cui partire? 

«La sicurezza, che non è solo il tema dell’immigrazione e dei rom, è occuparsi delle fasce economicamente e socialmente deboli e delle periferie degradate, dell’occupazione abusiva delle case popolari. E poi il futuro dell ’area di Expo : la grande scommessa di Milano».

Emanuele Fiano parla di battaglia campale: giusto?

«Fiano ha ragione. Per le prossime amministrative si voterà nelle più importanti città italiane: e comunque ricordo a tutti, a partire dagli amici di Lega e Forza Italia, che le amministrative oltre ad essere un segnale politico nazionale, sono innanzitutto decisive per il futuro della nostra Milano . Per questo motivo dobbiamo far di tutto per una proposta unitaria seria e credibile».

di Elisabetta Soglio

Fonte: Corriere della Sera – Milano


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