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Rai, La novità annunciata non si vede – Intervista a Libero

6 agosto 2016 di Maurizio Lupi

ENRICO PAOLI «Guardi, non è un problema di persone, ma di metodo. Avanti di questo passo rischiamo di trovarci con un direttore generale della Rai con poteri tali che non esiste paragone, ma che invece di portare nel futuro l’azienda la porta nel passato».
Onorevole Maurizio Lupi, c’entrano le nomine dei direttori dei telegiornali o no? «No, in questo caso Antonio Campo Dall’Orto ha recepito una nostra precisa indicazione, emersa in commissione di Vigilanza».

Ovvero? «Precedenza alle soluzioni interne, indicando validi professionisti. Quando sono stati nominati i direttori di rete avevamo criticato le scelte visto che si è fatto ricorso ad esterni, finendo con il creare situazioni paradossali»

Tipo? «Trovo assurdo che Andrea Fabiano, direttore di Rai Uno, la rete ammiraglia, guadagni la metà della collega di Rai Tre, Daria Bignardi. L’operazione trasparenza ha messo in evidenza queste contraddizioni».
E questo il ritorno al passato che evoca? «Anche. Ma il vero problema è che la nuova Rai non si vede, non c’è. Nell’arco di questo anno i segnali di novità annunciati non sono arrivati».
Un esempio? «Capisco che il target dello spettatore Rai è molto alto, molti anziani e pochi giovani. Ma non è certo riproponendo Pippo Baudo a Domenica In che s’inverte la rotta, che si vince la sfida. E lo stesso ragionamento vale per l’informazione. Non si sperimenta, non s’inventa nulla».

Anzi si sottrae… «E questo rischia di essere un problema serio. Ciò che vedo fortemente a rischio è il pluralismo culturale. Una televisione che svolge il compito del servizio pubblico non può venir meno a questa missione, a questa indicazione».
Ragione per la quale siete pronti a dare battaglia sul capitolo dell’informazione? «È un passaggio fondamentale. Personaggi come Giovanni Floris e la stessa presidente Monica Maggioni sono cresciuti in Rai raggiungendo livelli altissimi di professionalità. Per quale ragione, con più di 1600 giornalisti assunti, si deve pescare all’esterno per sostituire Massimo Giannini alla guida di Ballarò? Questo non è il futuro ma il passato. E non è un episodio isolato. Penso al caso Merlo».
Francesco Merlo? «Esatto. Ci aspettiamo una decisione rapida riguardo al ruolo e al compenso del pensionato al servizio della Rai in una posizione che, dopo la nomina di Marcello Masi a vice di Carlo Verdelli, non ha più alcun senso».
Fonte: Libero


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