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Italicum, Scelta giusta. Così sconfiggiamo il conservatorismo – Intervista al Corriere della Sera

29 aprile 2015 di Maurizio Lupi
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ROMA «Troppo spesso siamo qui a non discutere nel merito i provvedimenti, ci occupiamo di sfiduciare o di sfidare gli altri partiti…».
Maurizio Lupi, ex ministro delle Infrastrutture, ora capogruppo di Area popolare (Ncd-Udc). Qual è il merito?

 «I cittadini chiedono ai politici di decidere, di varare una nuova legge elettorale, finalmente». 

E questa legge in discussione va bene?

 «Tutto è migliorabile, ma è una buona legge. Fa capire chi governerà, c’è il premio di lista e il 50 per cento degli eletti non sarà designato dai partiti. A parte le preferenze, contiene le grandi battaglie del centrodestra». 

Si, ma porre il voto di fiduda… 

«La fiducia è un atto forte, però legittimo. Alla terza lettura il governo ha diritto di chiedere al Parlamento di dare il via a una legge. La fiducia è conseguenza della richiesta di voto segreto sugli emendamenti».

Da parte dell’opposizione.

 «Ho sperato in un atto di intelligenza e di responsabilità di Forza Italia. Invece hanno puntato su un inciampo del governo sugli emendamenti. Ma i cittadini dovrebbero poter vedere alla luce del sole come votano i parlamentari sulla legge elettorale». 

Sarebbe stata meglio una nuova legge largamente condivisa.

 «L’abbiamo sempre detto e lo è stata fino al voto in Senato. Ma dopo tutti questi mesi sono sicuro che la maggioranza degli italiani pensi: basta manfrine, si decida».

Ora cosa succederà?

 «Emergerà un dato politico: quanti deputati del Pd voteranno contro o non voteranno. Per cambiare l’Italia si deve anche sconfiggere il conservatorismo di sinistra». 

II governo Renzi rischia? 

«Penso di no. Si dimostrerà di nuovo che questo governo non è un monocolore Pd, c’è anche il nostro rilevante apporto. E se Renzi dovesse perdere, perderemmo tutti».

Si è parlato di ferite alla democrazia. 

«Ho ascoltato toni apocalittici. Brunetta ha evocato il fascismo, addirittura. Ma quando questa legge fu approvata al Senato, il capogruppo di Forza Italia, Romani, usò l’espressione “svolta storica”». 

In mezzo, è saltato il Patto del Nazareno. 

«Già. E così una legge buona è diventata fascista. Non si costruisce in questo modo un’alternativa a Renzi, in questo modo si fa un nuovo favore a Renzi». 

Fra di voi, Nunzia De Girolamo si è astenuta sulla costituzionalità. 

«Eravamo presenti in 31 su 33 di Ap. Trenta hanno votato a favore e Nunzia si è astenuta. Lorenzin, assente per motivi di salute, avrebbe votato a favore anche lei. Quindi, la linea De Girolamo conta un voto».

De Girolamo dice che non dovete essere lo zerbino di Renzi. 

«Mi dispiace, ma le proposte politiche non possono essere sempre in negativo. Non si può fare anti-renzismo come alcuni facevano anti-berlusconismo. La scelta è fra cambiamento o caos». 

Lei si è dimesso dal ministero per il coinvolgimento (senza avvisi di garanzia) nell’inchiesta sulle coop. E’ pentito? 

«Sono convinto che quel mio gesto sia stato utile a ridare dignità politica alle istituzioni. E confermo che si può fare politica anche senza una poltrona da ministro». 

Di Andrea Garibaldi

Fonte: Corriere della sera


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