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Scuole paritarie, tutte le novità nella legge di bilancio

26 novembre 2016 di Maurizio Lupi

La libertà di educazione e parità scolastica, hanno una più concreta attuazione nel nostro Paese. Nel testo della legge di bilancio entrano significative modifiche che vanno ad aggiungersi alle importanti novità già previste dal testo.

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Di seguito l’intervento dell’on. Raffaello Vignali, in dichiarazione di voto su questione di fiducia alla Legge di Bilancio:

Grazie, Presidente. Noi di Area Popolare voteremo convintamente la fiducia al Governo, non senza prima, però, ringraziare il relatore Mauro Guerra e il Viceministro Enrico Morando. Sono ringraziamenti di sostanza, non di forma, per l’importante e serio lavoro che hanno fatto in queste settimane. Famiglia, impresa e casa; i parlamentari di Area popolare hanno sottolineato sin dall’inizio dei lavori sulla legge di bilancio come fossero queste tre le dimensioni sulle quali fare leva per realizzare una politica per l’economia reale, cioè per il benessere dei cittadini. Lo abbiamo fatto non nelle segrete stanze o con i trucchetti degli emendamenti infilati sotto banco, sperando nella distrazione dei colleghi, ma apertamente e pubblicamente, con un convegno il 13 settembre scorso e poi nel lavoro sul testo della legge di bilancio e conseguentemente nel lavoro emendativo. In quel seminario abbiamo detto con chiarezza che concentrarsi su famiglie, imprese e casa, era un indirizzo di politica economica e la base programmatica di un’area che vuol rappresentare il ceto medio, la maggioranza degli italiani, che è quella che più si è impoverita e ha sofferto in questi otto anni di crisi. Improntare la legge di bilancio su sviluppo e crescita vuol dire puntare sugli elementi qualificanti del nostro Paese: il sistema imprenditoriale, il sistema famiglia, la proprietà immobiliare. 
  Abbiamo chiesto che la famiglia venga riconosciuta come elemento di sviluppo sociale ed economico e in quanto tale sostenuta, innanzitutto con provvedimenti che favoriscano e sostengano concretamente chi crea ricchezza sociale, decidendo di mettere al mondo dei figli. Per la prima volta un capitolo della legge di bilancio è dedicato specificamente alla famiglia – non è mai successo nella storia italiana – e adesso sono stati destinati 600 milioni. Ringraziamo per questo anche il Ministro della famiglia, Enrico Costa; grazie al suo lavoro, con questa legge di bilancio, abbiamo confermato e stabilizzato il bonus bebè, introdotto il bonus mamma-domani, riconosciuto un voucher di mille euro per sostenere il costo dell’asilo nido per ogni nuovo nato, e per giunta senza tetti ISEE, che già è applicato alle rette. Abbiamo riconosciuto questo voucher, come abbiamo chiesto con un nostro emendamento, a prima firma Binetti, anche a quelle famiglie che assistono in casa bambini malati cronici con gravi disabilità, perché all’asilo nido evidentemente non possono andarci. Abbiamo previsto la possibilità di accorciare il periodo di congedo parentale a fronte dell’innalzamento del tasso di sostituzione dal 30 al 60 per cento. Inserisco in questo capitolo sulla famiglia, per non delimitarne il campo di azione, ma perché mi sembra rilevantissimo, anche tutto il lavoro del Ministro della salute, Beatrice Lorenzin. Sulla sanità non ci sono i tagli paventati e spesso alzati strumentalmente, ma falsi. Anzi, aumenta il Fondo sanitario nazionale, che l’anno prossimo arriverà a 113 miliardi con una previsione di 114 per il 2018; dal 2013 al 2017, da quando c’è questo Governo, il finanziamento del Fondo è cresciuto di 6 miliardi, passando da 107 a 113, con un incremento del 5,5 per cento. Sempre nel capitolo famiglia inserisco anche i risultati ottenuti sul fronte della scuola, con i significativi passi avanti verso un’effettiva libertà di educazione e parità scolastica. Con questa legge di bilancio la libertà di educazione ha da oggi un’ulteriore e concreta attuazione nel nostro Paese, dopo quanto fatto dal Governo nella legge della buona scuola e in attuazione dei principi della legge Berlinguer del 2000, che riconosceva il servizio pubblico delle scuole paritarie. 

  Si è risposto concretamente al disagio delle famiglie degli studenti disabili che frequentano le scuole paritarie, che finora non avevano nessuno aiuto nell’affrontare le spese per gli insegnanti di sostegno, raddoppiando da 12 a 24 milioni il Fondo per questi studenti; e raddoppiano, anche se con gradualità, le detrazioni per i figli iscritti alle paritarie. Per le scuole materne è stato istituito un Fondo da 50 milioni e anche le scuole paritarie usufruiranno della ripartizione dei fondi, 100 milioni, per l’alternanza scuola-lavoro. 

  C’era poi il problema finanziario, per cui i fondi dovuti alle scuole arrivavano con grande ritardo. Ora i versamenti dovranno essere effettuati entro il 31 ottobre. Nella stessa direzione va l’inversione del meccanismo dello school bonus, cioè la possibilità di donazioni alle singole scuole, che finora veniva versato al Ministero dell’istruzione, che ne tratteneva il 10 per cento e poi versava, con grandi ritardi spesso, alle scuole. Ora si è invertito il meccanismo. Infine, una grande novità: la possibilità per le scuole paritarie di partecipare direttamente ai bandi per i PON, i fondi dell’Unione europea; vi erano incomprensibilmente escluse, uniche nei Paesi europei. La strada imboccata è una strada ancora da percorrere, non un traguardo, ma è quella giusta e credo che tutti dobbiamo un ringraziamento per il lavoro in tal senso del sottosegretario Toccafondi.

  Sulla scuola vorrei segnalare anche l’attenzione che finalmente da due anni viene rivolta a una particolare ricchezza della tradizione culturale italiana, che il mondo ci invidia, la musica. Il cosiddetto bonus Stradivari viene esteso al 2017, 15 milioni come contributo per gli studenti che studiano musica nel nostro Paese. Dal 2017 sarà accessibile a tutti gli studenti di tutti i corsi dei conservatori, ma anche dei licei musicali e crediamo questo sia una importante iniziativa, anche perché questi licei stanno ottenendo dei grandi successi in termini numerici. Su questo vorrei ringraziare particolarmente il Presidente Renzi e il Ministro Boschi, per la sensibilità e il sostegno fattivo che hanno dimostrato. 

  E veniamo all’impresa. La nostra idea è semplice: se non cresce l’impresa, non cresce lo Stato. Nella legge di bilancio vediamo accolta questa nostra impostazione. La legge di bilancio detta una linea forte di politica industriale, di una politica industriale che noi riteniamo vera e correttamente fatta, non quella dei settori, ma la digitalizzazione delle imprese italiane, per dare loro più produttività e competitività. Ma già nel testo del Governo, in termini che prima non avevamo mai visto, sono state accolte le nostre proposte, anche a favore delle piccole e micro imprese – e lo dico anche al collega Guidesi, che diceva che non c’è nulla – al contrario, è la prima volta che c’è un intervento così significativo. Il calcolo del reddito d’impresa degli imprenditori individuali e delle società di persone andrà finalmente escluso dalla base imponibile IRPEF e soggetto a tassazione separata con un’aliquota del 24 per cento. E poiché gli imprenditori devono pagare le tasse su quello che effettivamente incassano e spendono e non sui crediti, che spesso sono con la pubblica amministrazione o con le imprese fornitrici, da questa legge si permette di passare al bilancio per cassa. 

Sulla casa, abbiamo da sempre detto che il patrimonio immobiliare degli italiani deve essere difeso e valorizzato. Dopo aver ottenuto l’abolizione dell’IMU sulla prima casa, non certo una proposta nata a sinistra, abbiamo chiesto che la norma su ristrutturazioni, messe in sicurezza e riqualificazione delle case, fortemente voluta dall’allora Ministro Lupi e che ha avuto negli anni scorsi un effetto molto positivo, venisse confermata ed estesa ai condomini, cosa puntualmente avvenuta. Noi pensavamo che andasse anche ridefinita, rivedendo il meccanismo dei dieci anni di detrazione, troppo lunghi e spesso inutilizzabili; era meglio ridurla a cinque, possibilità per ora prevista solo per i settantacinquenni. Ma su questi fronti continueremo a batterci, compreso l’esclusione della prima casa dal calcolo dell’ISEE, che riteniamo una vera e propria ingiustizia.

  Parlando di casa, poi, non si può ignorare il tema delle periferie. Noi valutiamo molto positivamente gli stanziamenti per le periferie, sulle quali l’azione del Governo dovrà applicarsi ulteriormente, e ricordiamo che su nostra richiesta, qui alla Camera dei deputati, è stata istituita una Commissione d’inchiesta sulle periferie. Approfitto, fra l’altro, per fare gli auguri al collega Causin, eletto questa mattina presidente .Perché è nelle periferie che più è sentito il problema della sicurezza. Lo dico al collega Guidesi, la sicurezza percepita è sempre difficile, perché normalmente ci si accorge di queste cose quando la sicurezza non c’è, quando accade qualcosa di negativo, e dire che la sicurezza non c’è in questo Paese è fare un torto a quelle decine di migliaia di nostri poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco e altri, che si impegnano ogni giorno per garantire questa sicurezza. Concludo, Presidente. Molto è stato fatto nel lavoro in Commissione, su un testo che noi già ritenevamo molto buono, un lavoro per il bene del Paese, e questo grazie anche all’atteggiamento costruttivo di una parte dell’opposizione. Ricordo, in particolare, il contributo positivo sulla Croce Rossa e sugli orfani da parte dei colleghi di Forza Italia, Laffranco e Giorgetti, ma altre occasioni sono state perse a causa di un atteggiamento ostruzionistico di una parte dell’opposizione. Noi crediamo che non aver potuto affrontare in Commissione, per colpa di atteggiamenti ostruzionistici elettoralistici, l’articolo 2 che conteneva innovazioni importanti che questa Camera poteva portare sia un grande errore.

Mi riferisco ai meccanismi su cui stavamo lavorando per consentire l’efficacia concreta per la ristrutturazione dei condomini soprattutto per gli incapienti e il bonus per i mobili per le giovani coppie. Questi sanno chi devono ringraziare.

Ai problemi non si danno risposte ideologiche, servono ideali uniti a concretezza. Noi lo stiamo facendo e continueremo su questo a sostenere questo Governo.”


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