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Se la cannabis diventa legale sarà un danno per i giovani – Intervista al GdS

26 luglio 2016 di Maurizio Lupi

 II capogruppo di Area Popolare: una legge non può favorire una cosa che fa male, non è così che si combattono le cosche . 

Legalizzare la cannabis è solo un tema ideologico portato avanti dagli antiproibizionisti a danno del Paese e dei giovani. Non c’è alcuna ragione valida per percorrere questa strada lo Stato non può rendere legale qualcosa che fa male. Tanto più che allo stesso tempo non se ne ricaverebbe alcun vantaggio nella lotta alla criminalità organizzata. Ne è convinto Maurizio Lupi, capogruppo di Area Popolare alla Camera, che esclude che questo tema possa portare problemi all’interno della maggioranza. «Non è tema di governo – spiega -e sono certo che non passerà».

• • • Quali sono i motivi per esserecontrari alla legalizzazione della cannabis? «Legalizzare una cosa che fa male alle persone e distrugge i giovani è una scelta che la legge non può prendere. La legge ha lo scopo laicissimo di fare il bene delle persone e della comunità, non il contrario. Che la cannabis faccia male non lo mette in discussione nessuna persona seria. E’ noto che produce dipendenza e rappresenta il primo stadio per portare verso la dipendenza da droghe pesanti. Non è che uno si inventa che faccia male: fiordi scienziati e di studi scientifici dimostrano che la cannabis è pericolosa per la salute fisica e psichica. E dimostratissimo scientificamente da tantissimi studi che provochi danni al cervello. Anzi, ci sono scienziati che dicono che la cannabis danneggia ancor di più i ragazzi perché incide su un cervello in formazione».

••• E le altre ragioni? «Un altro argomento usato da chi promuove la legalizzazione è: fa male si, ma legalizzandola la controlliamo e la conteniamo. Nella proposta di legge c’è un paradosso: siccome fa male e noi dobbiamo prevenime e curarne i danni, i fondi che ne verranno allo Stato dalla legalizzazione li usiamo per il recupero e la prevenzione. Non si è mai vista una cosa del genere».

••• E il tema del contrasto alla criminalità? «Questa è quella che è considerata dai sostenitori la motivazione più forte: legalizzare la cannabis sarebbe l’unico modo per contrastare le mafie e l’illegalità. Ma ad esempio di recente anche il procuratore Gratteri ha detto nettamente che legalizzare la cannabis non colpisce le cosche. D’altro canto un grammo di cannabis costa 4 euro, un grammo di eroina ne costa 50: da un punto di vista economico seguendo il ragionamento degli anti-proibizionisti a questo punto per colpire la criminalità dovremmo legalizzare l’eroina, non la cannabis. La motivazione di combattere la criminalità è semplicemente un paravento usato per affermare un principio di fondo che noi assolutamente non condividiamo: ognuno può fare quel che vuole. È la massima espressione dell’ideologia essere pronti a distruggere per legge il bene delle persone pur di affermare il proprio punto di vista».

••• Perché non vale il principio che ognuno può fare ciò che vuole? «L’uomo per sua natura non è fatto per stare da solo ma per stare insieme ad altri, in una comunità. Nel momento in cui si relaziona con altri, il principio di fare quel che ti pare non regge più, bisogna sempre individuare nella vita comune ciò che rappresenta il bene comune.».

• • • Non è un tema divisivo per la maggioranza e per il governo in un momento già di per sé delicato? «Maggioranza e governo non c’entrano. Si tratta di una iniziativa – legittima – di una minoranza di singoli parlamentari. Ma io sono certo che la maggioranza del Parlamento non farà andare in porto questo provvedimento sbagliato». 

Fonte: Giornale di Sicilia


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