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SUI FIGLI AI GAY NON TRATTEREMO MAI. ORA MISURE A FAVORE DELLE FAMIGLIE – INTERVISTA AL GIORNALE

15 maggio 2016 di Maurizio Lupi

L’agenda di Maurizio Lupi, capogruppo di Area Popolare alla Camera, è fitta. Da una parte c’è l’impegno per la campagna elettorale a Milano, dall’altra la Giornata mondiale della famiglia. Ma è ovviamente su quest’ultimo tema che ora sono puntati i riflettori dei media.

Parte del mondo cattolico si sente tradito dalla legge sulle unioni civili.

«Ecco ha detto bene. Una parte del mondo cattolico. Non tutto».

Di sicuro così si sente Massimo Gandolfini, che parla a nome del movimento Family Day e che già ha annunciato «ritorsioni» al referendum confermativo sulla riforma costituzionale. 

«Le unioni civili e il referendum sono due cose assolutamente distinte. Sbagliato metterle sullo stesso piano. D’altronde mi preme sottolineare che l’intervento di mediazione che noi come Area popolare abbiamo portato avanti per non far votare una legge ben più scellerata è sotto gli occhi di tutti».

Intende dire che quella sulle unioni civili così com’è è una buona legge?

«E una mediazione, come se ne fanno tante in politica. Per noi era fondamentale lasciar fuori dalla legge alcuni temi etici che come cattolici proprio non possiamo digerire».

Come il simil-matrimonio e la stepchild adoption?

«Esatto. Questi argomenti non rientravano nel patto di governo che abbiamo stretto con il presidente Renzi».

Non la pensano così Monica Cirinnà, firmataria della legge, e Roberto Speranza, leader della sinistra Pd. 

«Se ne devono fare una ragione».

Speranza, in particolare, dice che la stepchild adopdon era nel programma elettorale del Pd. 

«Appunto. Mica ha vinto le elezioni il Pd. Solo in quel caso, e con numeri in parlamento diversi, avrebbe potuto portare avanti le sue proposte politiche. Questo è un governo di coalizione. E questa legge è frutto di una mediazione».

Cosa succederebbe nel caso passassero dai proclami ai fatti e presentassero una nuova legge sulla step-child adoption?
«Si dovrebbero cercare una nuova maggioranza».

Resta il fatto che questa legge sulle unioni civili fa storcere il naso a tanti cattolici.

«Facile scendere in piazza per dire no a una legge pessima. Noi preferiamo correggere le leggi pessime prima di scendere in piazza. Il nostro impegno, come Area popolare, è di rilanciare una seria politica in difesa della famiglia. La denatalità è un campanello davvero allarmante. Bisogna agire subito».

E cosa intendete proporre a Renzi? 

«Per la prossima legge di Stabilità abbiamo in progetto un pacchetto di proposte tra cui il cosiddetto “fattore famiglia” per alleggerire la pressione fiscale sui nuclei numerosi. E una serie di interventi per agevolare i genitori che lavorano, a iniziare dal potenziamento del sistema degli asili nido».

Da quanto detto sopra sembra soddisfatto della riforma costituzionale. 

«Dobbiamo eliminare dalla campagna del referendum i personalismi. Sia Renzi che Gandolfini sbagliano in questo senso. La riforma costituzionale è perfettibile e c’è ancora tanto da fare (macroregioni, sussidiarietà più efficace, etc), ma questo è un inizio positivo per un cambiamento che l’Italia aspettava da tempo».

Di Pier Francesco Borgia

Fonte: Il Giornale


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