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Una legge scritta male. Deve essere chiaro il no all’utero in affitto – Intervista al Corriere della Sera 

31 dicembre 2015 di Maurizio Lupi

Il ddl Cirinnà scimmiotta la famiglia

MILANO «Noi non diamo ultimatum. Ma poniamo una condizione: che la legge sulle unioni civili sia una buona legge». Mentre invece il ddl Chinnà è soltanto «una legge scritta male, che scimmiotta la famiglia in una brutta imitazione». Maurizio Lupi misura la parole, sa che la materia è a dir poco delicata. Il capogruppo dei deputati di Area popolare evita dunque dichiarazioni ultimative: «Noi siamo perché il Parlamento si prenda il tempo necessario ad arrivare a un buon testo. Ma se si farà una legge tanto per farla, ciascuno dovrà assumersi le proprie responsabilità».

Cosa significa tanto per farla? Di unioni civili non si parla da anni?

«Appunto. Non vorrei che qualcuno, per appiccicarsi una medaglietta, approvasse una pessima legge. Sperando magari che la Consulta o qualcun altro ci metta una pezza».

Parla del premier?

«Tante volte, e non parlo solo di questi ultimi anni, si sono fatte pessime leggi per la fretta di dare un segnale».

Un esempio recente?

«La legge sull’omicidio stradale. Nasce da un’ottima intenzione ma il risultato è pessimo, prevede una pena di diottoanni… ».

Torniamo al presidente del Consiglio.

«Io penso sia inaccettabile che si usi il Parlamento per risolvere le contraddizioni del Pd. Inoltre, Renzi dovrebbe ricordare che la legislatura non è quella di una maggioranza che ha vinto le elezioni. Non ha vinto nessuno e c’è chi si è messo insieme per risolvere i problemi. Ma se ce ne si dimentica… ciascuno si assumerà le proprie responsabilità».

Non è gia parecchio tempo che discutete di unioni civili? 

«Ci sono stati degli errori. Per esempio, l’utilizzare come base della discussione il testo del ddl Cirinnà, che nasce da una cultura politica molto lontana dalla nostra».

Ma le unioni civili non ci sono in tutta Europa? 

«Infatti noi siamo d’accordissimo sul fatto che una legge sia necessaria. Ma qui siamo in presenza di qualcosa che urta anche il buon senso».

Per esempio?

«Cirinnà prevede persino un’imitazione del rito matrimoniale. E poi, il fatto che i componenti dell’unione debbano prendere il cognome… Noi chiediamo semplicemente che si affermi che quello introdotto è un nuovo istituto. E si dica con chiarezza che è cosa diversa dal matrimonio. E poi, non si possono usare le unioni civili per introdurre una pratica in Italia vietata come l’utero in affitto, mortificante per la dignità della donna e del bambino».

Nel Pd si dice che questa sia una specie di vostra paranoia e il ddl Cirinnà non parli di questo.

«L’impianto della legge va in quella direzione. Si tolga il dubbio: si dica con chiarezza che è vietata ogni pratica di utero in affitto e si tolga la stepchild adoption».

E se non la ascoltassero? 

«Non si ragiona sui “se”. Ma il muro contro muro non serve a nessuno. Per questo credo che il presidente del Consiglio possa avere un ruolo nel dire che bisogna utilizzare bene il tempo che abbiamo per arrivare a una buona legge».
Di: Marco Cremonesi 

Fonte: Corriere della Sera


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