Maurizio Lupi
Maurizio Lupi2 days ago
Messaggero Veneto | Lupi: un nuovo partito alleato col centrodestra

Fvg apripista dell'aggregazione dopo la scissione di Alternativa popolare

«Il candidato in regione? Deve essere scelto nel territorio non a Roma»

Leggi l'intervista di Mattia Pertoldi ⬇

Maurizio Lupi ha scelto di fare tappa Udine come prima uscita (politica) ufficiale dopo l'annuncio della scissione degli alfaniani. Il capogruppo di Alternativa popolare alla Camera sarà infatti domani alle 11 all'hotel Ambassador di Udine.

Onorevole, che strascichi lascia la divisione di Alternativa popolare?

«La divisione dispiace, ma ritengo sia avvenuta con le stesse modalità che avevano portato alla nascita del Nuovo centrodestra nel 2013. Con molta fatica abbiamo assolto il compito di traghettare in porto la nave Italia, seguendo tra l'altro l'intuizione di Silvio Berlusconi quando aprì alle larghe intese, e ci siamo riusciti con serietà, dignità e responsabilità politica. Adesso quel percorso si è concluso e con esso gli obiettivi prefissati».

Non c'era proprio alcuna possibilità di continuare insieme?

«L'unica sintesi possibile era quella che auspicava il sottoscritto quando rivendicava la necessità di correre in solitaria alle Politiche. Purtroppo non è stato possibile e allora di fronte alle posizioni di chi, legittimamente, rivendicava il dovere di mantenere la coerenza storica degli ultimi cinque anni e chi, invece, poneva l'accento sull'altrettanto valida necessità di restare coerenti con la nostra identità profonda, non ci è rimasto altro che separarci. Fa male, ma, come insegna anche la Chiesa, una separazione, consensuale con dignità, è sempre meglio di un divorzio».

Adesso con che prospettive rientrate nel centrodestra?

«Come ha detto Berlusconi in questi giorni noi vogliamo essere la quarta forza - popolare, liberale o centrista, chiamatela come preferite - che garantisca un valore aggiunto alla coalizione. Stiamo ragionando assieme a Raffaele Fitto, Enrico Costa e Saverio Romano sulle modalità di definizione di questa quarta forza che, comunque nascerà a giorni».

Una prospettiva, la vostra, di cui Alternativa Popolare in Fvg ha anticipato i tempi…

«Si, i nostri consiglieri regionali Alessandro Colautti e Paride Cargnelutti, si sono mossi, tra l’altro con il mio appoggio, prima del livello nazionale anticipando il cuore del nostro progetto che mescola la politica con l’identità e la territorialità. E questo ci ha permesso, in Fvg, di allacciare i rapporti con Renzo Tondo e, quindi, di facilitare anche l’avvicinamento a Fitto».

A proposito di Tondo: è possibile che sia il vostro candidato in un collegio uninominale alla Camera in Fvg?

«Uno dei pregi di questa legge elettorale è che, con il ritorno al maggioritario, sarà molto difficile assistere ai ‘’catapultati’’ da Roma nei diversi territori perché dovranno essere questi a scegliere i candidati. All’interno della coalizione noi, come quarta forza, abbiamo a disposizione una serie di nomi autorevoli e Tondo rientra senza dubbio all’interno di quell’elenco di esponenti di estremo valore che fanno al caso nostro».

Davvero pensa di riuscire a superare il 3% nazionale?

«Certo e, anzi, stiamo lavorando per raggiungere quote anche discretamente superiori alla soglia minima di consenso per entrare in Parlamento. Quella che vogliamo costruire è una proposta politica che, partendo da realtà radicate e presenti in tutto il Paese, conquisti il favore dell’elettorato. E sono sicuro che avremo successo aiutando, tra l’altro, Fi a fungere da traino per l’intera alleanza».

Passiamo alle Regionali. A meno di sei mesi dal voto il centrodestra deve ancora sceglie il suo candidato governatore. Lei cosa ne pensa?

«Sono convinto che il criterio, anche per la vostra regione, debba essere lo stesso utilizzato in Lombardia, Liguria e Sicilia e cioè che dovrà essere il territorio, non Roma, a decidere il nome più adatto. In fondo i cittadini si aspettano un presidente che sia autorevole nella capacità di governo e nel risolvere i problemi».

Veramente la scelta, in Fvg, è ormai totalmente romana e in corsa paiono esserci, essenzialmente, due persone: Massimiliano Fedriga e Riccardo Ricciardi.

«È possibile, non lo nego, ma comunque da quello che ho appreso in queste settimane mi sembra che gli amici del Fvg evidenzino la necessità di provare a testare una strada che porti verso un candidato moderato che, tra l’altro, mi pare la scelta più logica da prendere per cercare di trovare la sintesi migliore all'interno di una coalizione ampia e con sensibilità certamente diverse. E questo, si badi bene, lo dico senza alcun tipo di pregiudizio di Fedriga che conosco bene e ho imparato ad apprezzare in questi anni alla Camera».
Maurizio Lupi
Maurizio Lupi was live.3 days ago
Ho sempre creduto che una forza politica #liberale, #moderata e #popolare fosse necessaria per il nostro Paese. Una forza politica in grado di mettere al centro dei suoi programmi le #imprese, la #famiglia, il #lavoro e la #sussidiarietà.
Lavorerò a questo progetto assieme a vecchi e nuovi amici come Raffaele Fitto, Saverio Romano ed Enrico Costa e a tutti coloro che si vorranno aggiungere per dimostrare concretamente come la politica possa essere fatta di #identità, #valori e vicinanza alla gente, perché radicata sul #territorio.
Questo sarà il nostro compito.

Inizia quindi una nuova avventura che ci porterà alle prossime elezioni.
Buon lavoro!
Maurizio Lupi
Maurizio Lupi
Maurizio Lupi3 days ago
#Biotestamento | Peccato, si poteva fare una buona legge.

Per mere esigenze politiche ed elettorali abbiamo perso ancora una volta l’occasione di fare una buona legge. Una legge contro l’accanimento terapeutico e a favore di un dignitoso accompagnamento delle persone sofferenti sino alla morte.

Bastavano pochi cambiamenti che abbiamo con insistenza proposto, il ruolo del medico e l’esclusione dell’idratazione e della nutrizione dalle terapie mediche, ma di fronte ai quali un fronte che va dal Partito Democratico ai MoVimento 5 Stelle, altrimenti in disaccordo su tutto, è stato assolutamente sordo.

Adesso, purtroppo, come hanno dichiarato molti sostenitori di questa legge, anche in Italia si è aperta la porta all’eutanasia. Ora il compito e la responsabilità di una cura amorevole per chi vive queste situazioni drammatiche è affidato, come è sempre successo nella storia, alla testimonianza personale, caso per caso, di medici, amici e familiari.

In questo impegno si potrà documentare che c’è una modalità più umana e più dignitosa, che non la fredda esecuzione di una richiesta di suicidio assistito, di vivere insieme e con un senso anche il dolore e la morte.
Maurizio Lupi
Maurizio Lupi3 days ago
"Torno dal Cav per rafforzare il centro".
"La spaccatura interna non è stata drammatica".

Leggi l'intervista su Il Giornale di Sabrina Cottone ⬇

Onorevole Maurizio Lupi, vuole tornare a casa da Berlusconi?
«Potremmo dire tornare a casa, usare parabole evangeliche come il figliol prodigo, citare canzoni, ma si tratta di cogliere il valore politico e storico della sfida. E con realismo ritengo che l'unico esito possibile sia un lista alleata di Forza Italia».

Nel centrodestra non sono tutti felici. In Fi c'è qualche mugugno. Salvini protesta.
«Senza il centro non si governa. C'è un partito moderato che è Forza Italia. Noi abbiamo il potere di fare una proposta che rafforzi il centro, anche nella differenza di Forza Italia. Su Salvini, sono d'accordo che abbiamo posizioni diverse. Per questo è necessario aiutare a consolidare in maniera autonoma una proposta moderata ulteriore».

Ghedini è al lavoro per costruire questa proposta moderata.
«Mi sembra che il suo apporto sia molto positivo. Credo che abbia intuito che si tratta di una sfida importante. Il suo è un lavoro utile, che punta a favorire la nascita di questa forza centrista liberal popolare che ha una sola idea di fondo: mettere l'Italia al centro».

Quale il contributo di Ncd?
«Coinvolgere persone che si sono allontanate, non votano e non si ritrovano più. Se Ncd ha preso un milione e duecento mila voti una ragione ci sarà».

Lei era per la corsa solitaria. La sua non rischia di sembrare una scelta di ripiego?
«Se ideali e realismo non vanno di pari passo, non va bene. Con il solo realismo si diventa cinici, l'idealismo senza realtà è pia intenzione. E adesso una proposta moderata, liberal popolare, centrista, è possibile solo nel centrodestra».

Per lei è stata una separazione drammatica?
«Non sono volati stracci e questa mi sembra una bella cosa anche per chi ci guarda. Per me da una parte c'era una storia di quattro anni e mezzo, nata per dare un contributo al Paese con responsabilità. La prima intuizione di questa collaborazione la ebbe Berlusconi mentre il Pd ragionava con i 5Stelle. Ma alla fine della legislatura, questa storia per me si è conclusa».

Una deviazione di percorso?
«In tutta Europa si fanno governi istituzionali, ma a fine legislatura non si fa una lista unica, si torna a farsi giudicare da chi ti ha eletto».

Qual è l'avversario principale?
«Il populismo è la nostra sfida principale e quando ci sono proposte serie, i 5Stelle non vanno da nessuna parte».

Un giudizio politico su Alfano?
«Il suo passo indietro è stato un gesto di grandissimo valore personale e politico. Io sono molto amico di Angelino. Rischiava di essere percepito come uno che occupa spazi. Ha dimostrato coi fatti che era una percezione distorta».

Lei non ha mai avuto la tentazione del passo indietro?
«L'ho fatto da ministro, anche se sapevo di non avere assolutamente alcuna colpa. Credo che adesso serva dare un contributo concreto».

Cicchitto ha preso la tessera dei radicali per solidarietà con Dell'Utri.
«Così ha dimostrato garantismo e libertà».
Maurizio Lupi
Maurizio Lupi3 days ago
"Al Cav. porto una cosa seria".
"Non faccio la zeppa".

"Niente animalisti e niente circo.
Ma un partito centrista con Fitto e con Tosi.
Salvini? Ci parlo".
Leggi l'intervista su Il Foglio ⬇⬇

Roma. "L'espressione quarta gamba proprio non mi piace", dice Maurizio Lupi, nel giorno in cui l'alleanza tra Berlusconi e Salvini sembra saltare per aria. "Già si è passati dai 'petali' alle 'gambe'. Ci manca che finisci col diventare una 'zeppetta', una di quelle che la zia mette sotto il tavolo traballante. Io non sono una zeppa". E l'ex ministro, dopo il divorzio con Angelino Alfano, che resta nel centrosinistra, adesso lavora alla nuova alleanza con Silvio Berlusconi. "Ma su basi dignitose", spiega. "Politiche", aggiunge. E con dei compagni di strada selezionati. Spiega insomma Lupi: "Avrei voluto che Alleanza popolare corresse da sola. L'avevo chiesto anche ad Alfano. Ma è andata male. E sono rammaricato. Ma se adesso devo usare il rammarico per riempire una lunga panchina disomogenea, per fare la zeppetta', non sono interessato". E d'altra parte è questo che si profila, accanto a Silvio Berlusconi, in un quarto cantuccio, ricavato nell'alleanza tripartita con Matteo Salvini e Giorgia Meloni: partito dei cani e dei gatti, partito dei pensionati, partito degli imprenditori, partito degli ex Dc, partito dei giovani... Molti di questi non hanno neanche voti. Lupi questo lo sa. E infatti dice che "in un'aggregazione politica contano due cose: l'omogeneità e il radicamento sul territorio. Se mischi insieme le mele con le pere, e per giunta non hai i voti, non vai da nessuna parte". E qualsiasi riferimento alla cosiddetta "quarta gamba" è puramente voluto. Ma allora chi ha caratteristiche di omogeneità e di radicamento sul territorio? Con chi Maurizio Lupi vuole comporre il quarto partito del centrodestra, quello del centro moderato? "Raffaele Fitto", risponde lui. Ecco il primo compagno di strada. "Fitto una presenza sul territorio ce l'ha. Anche Flavio Tosi, in Veneto, ha una base territoriale. In Sicilia c'è Saverio Romano... Voglio dire che quello che conta non è la somma di tanti, ma il tratto comune: territoriale e culturale". E allora ecco il messaggio per l'amico Cavaliere: "Se tu fai vedere una panchina lunga venti persone, non vai da nessuna parte". Salvini lo chiama mille piedi. "Salvini fa bene il suo mestiere. Spetta a noi non essere un mille piedi, o una zeppetta"'. Ma Salvini pone anche un veto. Ma Salvini non vuole nessuno che sia stato in maggioranza con i governi del centrosinistra. Insomma non vuole Lupi. Che risponde così: "Il politico che mette veti non guarda al futuro". E aggiunge, pragmatico: "E poi le cose sono due. O hai un partito del 51 per cento, e allora puoi stare da solo. O ti allei, capendo che le differenze portano forza". Chissà se Salvini è d'accordo. E se Berlusconi invece facesse un nuovo predellino, un partito unico del Ppe? "Il Ppe italiano è anche il mio progetto", risponde Lupi. "Ma c'è il tempo per una cosa del genere? Forse no. La soluzione realistica in questo momento è quella del complemento". Dell'alleanza. Ammesso - e siamo sempre lì - che Salvini cambi idea. "Alle scorse amministrative Salvini mi chiese l'apparentamento a Monza, e io glielo diedi. Mi sono rimangiato la diversità e la mia idea di governo? No. Abbiamo solo capito che per il bene di quella città le nostre differenze potevano essere messe al servizio di un progetto. E abbiamo vinto". Modello Monza, allora? "Il modello è tutta la Lombardia". Quindi voi moderati vi alleate con i populisti? "La politica deve incanalare la rabbia. Quando Bossi parlava di secessione e fucili era meno populista? Quell'elemento fu inserito nella democrazia parlamentare, portato al governo". Addomesticato. "Fatto fruttare... Ma dipende sempre da cosa uno vuole fare: governare o abbaiare?". Bel dilemma. Salvini cosa vuole? "Lui fa legittimamente la sua parte. E non mi preoccupa. Quello che mi preoccupa è il vuoto di offerta nell'aria popolare e conservatrice". Il vuoto lo avverte anche Berlusconi? "Lui sa che la Lega è una ricchezza se si rafforza il centro". Lo vedremo presto. (sm)
Maurizio Lupi
Maurizio Lupi4 days ago
Questa sera su Rai1 a partire dalle 23:00 sarò ospite di Porta a Porta

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