Verso il voto di domenica 25 maggio…

Intervista di Maurizio Lupi a Il Giorno edizione Milano “Lupi sull’immigrazione: detrarre dai contributi UE i fondi per l’accoglienza” di mercoledì 21 maggio. Il candidato Ncd alle europee contro l’indifferenza dell’Unione.

 
Difende l’euro ma punta a cambiare l’Europa, propone di detrarre dai contributi all’Unione europea tutti i fondi che l’Italia spende per accogliere gli immigrati, punta a una riaggregazione del centrodestra dopo il voto ma sfida Forza Italia.
Maurizio Lupi, capolista del Nuovo centrodestra alle Europee nel Nord-Ovest nonché ministro delle Infrastrutture, svaria a tutto campo alla vigilia del voto di domenica.
 
Euro sì o euro no?
«Il derby non è solo tra favorevoli e contrari alla moneta unica. La partita, anche nazionale, vede in campo due squadre.

  1. Noi che rappresentiamo i moderati e il Pd di Matteo Renzi riteniamo che le regole dell’Europa vadano cambiate radicalmente e che si debba avere il coraggio di passare dalle parole ai fatti.
  2. L’altra squadra, guidata da Beppe Grillo e da qualche altro giocatore, come la Lega e i Fratelli d’Italia, ritiene invece che sia necessario distruggere tutto e ricostruire non si sa quando.

Il voto del 25 maggio è la sfida tra la fiducia e la speranza, da una parte, e la distruzione e la rassegnazione, dall’altra».
 
Emergenza disoccupazione. Quali soluzioni?
«La nostra posizione è netta. Il lavoro non può essere garantito per legge. Le norme possono favorire lo sviluppo, ma il lavoro lo creano le imprese. Dobbiamo tornare a crescere.
Il primo dovere morale è riportare disoccupati e giovani nel mondo del lavoro. L’Europa e l’Italia devono fare tutto ciò che è necessario per rendere competitive le nostre imprese sul mercato».
 
L’Italia ha fatto abbastanza su questo fronte?
«La vera sfida è chiara: o l’Italia cambia con coraggio o muore. Le elezioni sono un passaggio decisivo. Ci aspettiamo che gli elettori diano fiducia alla squadra che ha avuto il coraggio di rimettersi in gioco.
Penso al Ncd, che sta facendo si che i moderati non siano relegati a un’ininfluenza assoluta nel bipolarismo tra Renzi e Grillo. Dobbiamo dare voce e forza nel Governo a quella che è sempre stata la maggioranza del Paese, cioè i moderati».
 
Alle Europee c’è anche la sfida tra Ncd e Forza Italia. Pensate di poterla vincere?
«il progetto di FI e’ fallito. Non l’abbiamo detto noi, ma Sandro Bondi. FI non è più in grado di aggregare i moderati. Questo compito ora spetta a noi.
Il giorno dopo il voto, dobbiamo tornare a governare con più forza e ricostruire l’unione del centrodestra».
 
Questa ricostruzione passa dal dialogo con Berlusconi?
«Passa dal riconoscimento degli errori. Relegarsi all’ininfluenza e avere una proposta politica che cambia dal mattino alla sera, come ha fatto FI, credo che sia il peggiore errore che si possa fare».
 
Grillo la preoccupa?
«Grillo non va demonizzato. Se la gente sceglie la protesta significa che noi politici qualche motivazione gliela abbiamo data. Dobbiamo combattere Grillo dimostrando che le cose possono cambiare, come stiamo facendo al Governo negli ultimi mesi».
 
Immigrazione: Unione europea promossa o bocciata?
«L’Europa sta dimostrando di perdere una grande occasione su questo tema. Il dramma dell’immigrazione non riguarda solo l’Italia, ma tutta la Ue. Soluzioni? Non possiamo fare altro che detrarre dai contributi che diamo alla Ue tutti i fondi che stiamo impiegando per accogliere queste persone.
L’indifferenza europea sul tema immigrazione non può continuare. Lampedusa è il confine dell’Europa, non dell’Italia».

 
La sua campagna elettorale è la prova generale per la candidatura a sindaco di Milano alle Comunali del 2016?
«Se fosse questa la ragione, sarebbe sbagliata e dettata dalla vecchia politica che ha stufato i cittadini. La vera ragione è il desiderio di cambiare Europa e Italia».