Utero in affitto: Giustamente la Cassazione difende il diritto del più debole, il bambino

Utero in affitto: Giustamente la Cassazione difende il diritto del più debole, il bambino
L’abominevole pratica dell’utero in affitto, la compravendita di gameti e di ovuli, la mercificazione del corpo umano – delle donne, dei donatori e del bambino, che in queste situazioni è il risultato di una trattativa commerciale – trovano un decisivo ostacolo nella sentenza della Corte di cassazione che stabilisce l’illegalità della trascrizione automatica all’anagrafe dei bambini nati all’estero con questa tecnica immorale.
La nostra legislazione, legge 40, lo vieta, ma molte coppie omosessuali aggiravano il divieto grazie alla compiacenza di alcune amministrazioni comunali e di alcune sentenze dimentiche del dettato legislativo. Se c’è una cosa certa dalla notte dei tempi è la maternità, che non necessita di esami del Dna, talmente è evidente.
Un bambino, per natura, per norma, per civiltà, ha diritto a un padre e a una madre, e la natura e la norma gli assicurano almeno un genitore, quello che lo fa nascere.
Giustamente la Cassazione ha rigettato la richiesta di due uomini di essere entrambi padri di un bambino. Non passa certo dall’incentivazione di queste pratiche il sostegno di cui la famiglia ha bisogno.