#lecittàvivibili, idee per la trasformazione urbana e nuove politiche territoriali: le proposte del ministro Lupi

Il Ministro Maurizio Lupi ha presentato oggi in un dibattito pubblico all Auditorium del Maxxi di Roma il nuovo disegno di legge su “Principi in materia di politiche pubbliche territoriali e trasformazione urbana” che ridefinisce, integra e rinnova le norme urbanistiche di valenza nazionale, ferme al 1942.

Nel corso della presentazione il Ministro ha indicato alcune proposte e in particolare:

  1. La creazione di una Conferenza semestrale del governo del territorio, aperta a tutti gli esperti coinvolti a vario titolo nella materia in modo da non avere solo approcci  settoriali all’argomento. Quindi: urbanisti, architetti, ingegneri, agronomi, storici, sociologi, geologi, economisti ecc.
  2. Una Sessione del Consiglio Informale dei Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti della UE che si terrà a Milano dal 14al 16 settembre prossimo dedicata a infrastrutture e mobilità delle città a cui interverranno i sindaci delle grandi città europee;
  3. La predisposizione di un Regolamento edilizio quadro al quale possano riferirsi i comuni per poi adattarli al proprio territorio: ‘In Italia – ha detto il ministro- abbiamo 8000 regolamenti edilizi comunali, difficile pensare a un governo del territorio in queste condizioni”.

 
Il testo del Disegno di legge è disponibile sul sito internet del ministero all’indirizzo www.mit.gov.it.
 
In calce, l’introduzione del Ministro al Convegno.
 
Roma, 24 luglio 2014
 
 
 

L’azione del Governo italiano, in questi mesi, è indirizzata a sostenere con decisione un percorso di ritorno alla crescita attraverso il rafforzamento della domanda interna, in particolare degli investimenti.
Questo percorso può incidere in profondità a due condizioni: la prima è che l’Europa attui finalmente politiche di supporto alla crescita, e sarà questo l’obiettivo del semestre di Presidenza italiana; la seconda è che le misure urgenti di stimolo che il nostro Paese sta adottando si accompagnino al superamento di condizioni di incertezza che ancora caratterizzano il “sistema Italia”, cioè a quei processi di riforma radicale del Paese che non possono essere oggetto di provvedimenti legislativi d’urgenza.

L’idea che ha sostenuto il lavoro che qui si presenta si riconnette a questa finalità più generale che il Governo si è dato.
Tracciare, dopo oltre 70 anni, un disegno nuovo di governance delle trasformazioni e degli usi del territorio deve dunque contribuire a dare lineamenti concreti a questo programma riformista a 360 gradi.
In questo caso lo scopo è ricentrare la legislazione nazionale sull’obiettivo della sinergia fra politiche pubbliche nazionali e strategie europee di sviluppo urbano e territoriale.
Alcuni elementi di contenuto possono aiutare a cogliere meglio questo indirizzo. Innanzi tutto, il disegno che abbiamo in mente non si limita alle “procedure urbanistiche”, ma coniuga procedure e contenuti territoriali e urbanistici, che si chiamano oggi rinnovo/rigenerazione della città esistente, politiche abitative ispirate alla logica del «social housing», riduzione dell’occupazione del suolo.

Un secondo carattere distintivo della proposta sta nella riconquista dello spazio dello Stato nella politica territoriale. Nessun riflesso centralistico, ma – al contrario – l’assunzione della responsabilità di misurarsi con l’integrazione delle politiche pubbliche di settore, «solidarizzandole» in una azione pubblica territoriale unitaria. Senza strutturare questo livello superiore di responsabilità non sarà possibile ridurre quella entropia, percepita come incertezza dagli stakeholders, che è oggi uno dei punti di maggiore debolezza subìto da tutti i sistemi territoriali locali.
Il disegno di legge riconfigura lo statuto della proprietà – pubblica/collettiva e privata – mettendolo al riparo dai rischi di eccessi che a volte caratterizzano l’azione pubblica sulla proprietà privata e, all’opposto, sottraendo spazi di deresponsabilizzazione di quest’ultima.

Infine, viene riproposta l’esigenza e l’urgenza di una rivisitazione della fiscalità immobiliare e territoriale, per farne un alleato e non un (altro) nemico dell’urbanistica.
L’ambizione è comporre un primo tassello del nuovo ordinamento legislativo italiano che dovrà emergere dall’attraversamento della crisi e che dovrà essere – è questa la nostra sfida – un ordinamento più lineare, più innovativo negli strumenti del welfare, più in sintonia con le dinamiche dell’economia contemporanea e, insieme, più rispettoso dei diritti del cittadino.

Ringrazio di cuore per la qualificata attività svolta i componenti del Gruppo di lavoro “Rinnovo urbano”, istituito presso la mia Segreteria Tecnica: Antonio Anzani, Guido Bardelli, Carlo Cerami, Mariangela Di Giandomenico, Massimo Ghiloni, Antonino Iacoviello, Francesco Karrer, Stelio Mangiameli, Rosario Manzo, Stefano Mantella, Ezio Micelli, Livia Salvini, Errico Stravato, Vincenzo Tondi della Mura. Il loro impegno è stato, e continuerà ad essere, indispensabile all’obiettivo che mi sono dato, di riportare l’elaborazione di provvedimenti innovativi sul governo del territorio nella loro sede storica e più propria, l’ex Ministero dei Lavori Pubblici, oggi Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Maurizio Lupi