In Sicilia con Alternativa Popolare ci siamo rimessi in gioco

Sono di ritorno da Messina dove ho partecipato ad un incontro per discutere di infrastrutture, autorità portuali e grandi opere, anche in vista delle vicine elezioni regionali.
In Sicilia con Alternativa Popolare ci siamo rimessi in gioco. Ci siamo confrontati sui programmi e sui progetti e, solo dopo, abbiamo deciso di puntare sul duo Fabrizio Micari Giovanni La Via che per noi rappresentava sia un elemento di novità sia la strada migliore per governare bene questa Regione dal giorno dopo le elezioni.
Credo che per i siciliani questo voto sia una grande occasione. Per questo motivo avrei preferito che si fosse parlato di più di programmi e prospettive e meno di alleanze.
Mi sarebbe piaciuto, ad esempio, che si parlasse di come poter utilizzare l’autonomia, soprattutto alla luce dei recenti fatti in Catalogna e del risultato del referendum in Veneto e Lombardia. Mi sarebbe piaciuto sentire una critica sullo stato delle infrastrutture siciliane, magari partendo dallo stato del progetto del Ponte di Messina, un’infrastruttura indispensabile non per le auto ma innanzitutto per il collegamento ferroviario del nostro Paese.
Una struttura che in qualsiasi altro Stato del mondo sarebbe stata realizzata in pochi anni e senza alcuna discussione e che invece è ferma attendendo che si decida se impatti con l’ambiente o meno.
In ogni caso, e lo abbiamo già detto con forza, l’alleanza scelta in Sicilia non rappresenta un esperimento in vista delle prossime elezioni politiche dove andremo da soli perché riteniamo che il centro sia indispensabile per ricostruire questo Paese.