IL MESSAGGERO: NIENTE RESIDENZA A CHI OCCUPA, SI VIOLA LA PROPRIETÀ PRIVATA

«Niente residenza a chi occupa,
così si viola la proprietà privata»

 

Maurizio Lupi, deputato e presidente di Noi con l’Italia. Nel 2014, da ministro dei Trasporti, è stato promotore del decreto che stabilisce, tra l’altro, che «chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi» per l’alloggio illegalmente utilizzato. Cosa pensa della mozione, presentata dalla maggioranza in Campidoglio, che impegna l’amministrazione comunale a garantire la residenza anche a chi occupa una casa senza averne il titolo, in caso di presenza di minori, disabili e altre persone fragili?
«Se legittimiamo il fatto che per ottenere un diritto alla casa si possa violare un altro diritto, quello alla proprietà privata, e venire meno al rispetto delle leggi che regolano l’assegnazione di un alloggio pubblico, non garantiamo il più povero: ma chi urla di più o chi sfrutta un dramma sociale anche per motivi politici».

Rispetto a quanto previsto nel suo decreto, agli occupanti si tende a mantenere l’allaccio alle utenze, anche per motivi sanitari e di sicurezza.
«Se uno coscientemente ha violato la legge non ha diritto ad avere accesso alle utenze, peraltro a spese della collettività. I problemi sanitari e di grave disagio vanno giustamente presi in carico dalle amministrazioni, ma senza soprusi e scorciatoie. Chi prende un dramma umano come pretesto per legittimare la violenza non fa il bene di nessuno».

Così non si rischia di scatenare una guerra tra poveri, in ogni caso bisognosi di assistenza?
«Quando qualcuno occupa un alloggio popolare, toglie la casa a chi la attende da anni e ne ha più diritto. Per esempio, se occupo l’appartamento di un vecchietto che va all’ospedale e non può più rientrare a casa al suo ritorno, come successo qualche tempo fa a Roma, vado a ledere gravemente un diritto di un’altra persona».

Cosa bisogna fare, quindi, per affrontare l’emergenza sociale?
«Si deve intervenire con politiche adeguate, senza violare una legge che è un principio fondamentale. Con il mio decreto erano stati previsti fondi per la morosità incolpevole e per il diritto all’abitare».

Ma non sono stati risolutivi, a quanto pare.
«È stato fatto troppo poco, da questo punto di vista. I fondi spesso non erano sufficienti o non sono stati assegnati dalle Regioni, con troppi intoppi burocratici. Ma se ci si piega sul rispetto della legge e del diritto è finita».

Nelle grandi città, come Roma, c’è anche l’annoso problema degli sgomberi.
«È importante che sindaci e prefetti intervengano, e di questo abbiamo parlato più volte con il ministro Lamorgese, anche per Milano. Bisogna fare gli sgomberi, demolire i complessi fatiscenti, bonificare gli immobili, per ridare dignità a chi ha diritto a quegli alloggi. Il degrado chiama degrado, la qualità della vita e il decoro danno dignità: la riqualificazione dei quartieri è fondamentale».

 

Intervista di Fabio Rossi per il Messaggero del 05/05/2022