Maurizio Lupi

 Ecco perchè dico: ancora Pdl
Febbraio 8, 2013

Ecco perchè dico: ancora Pdl

La lettera mia e di amici e colleghi parlamentari che spiega come il nostro impegno nel Pdl e per il Pdl sia una prospettiva per continuare il lavoro svolto

I cattolici non sono affatto scomparsi dalla campagna elettorale come ha scritto pochi giorni fa Giuseppe De Rita. Per lui «l’appartenenza cattolica è diventata un elemento del curriculum individuale, non il riferimento a un’anima collettiva di proposta politica».
Ci sembra utile spiegare perché siamo impegnati nel Pdl. Abbiamo sempre considerato il lavoro nelle istituzioni come il modo migliore per collaborare alla costruzione del bene comune, portando come contributo la nostra storia, l’educazione ricevuta, le nostre capacità e i valori in cui crediamo. Questo ci ha portati al confronto e all’incontro con altri amici che, pur provenienti da tradizioni diverse, hanno condiviso con noi il cammino.
Proprio perché il nostro obiettivo è testimoniare nei fatti una posizione culturale siamo dal 2008 parlamentari del Pdl, partito che ha sempre rispettato, nei programmi e nell’azione, i valori in cui crediamo: «la difesa e il sostegno alla famiglia, comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la promozione della dignità della persona e la tutela della vita, della libertà economica, educativa e religiosa, della proprietà privata, della dignità del lavoro, la solidarietà e la sussidiarietà».
Guardando all’esperienza fatta in questi anni, abbiamo visto che su questi principi forti è possibile costruire un consenso più ampio, che va al di là della tradizionale divisione tra chi è cattolico e chi non lo è. Forza Italia prima, il Pdl poi, nell’intuizione del Presidente Berlusconi, sono nati proprio da questo lavoro di sintesi.
Per questo crediamo che non ci sia bisogno di un «partito dei cattolici»: se l’obiettivo è quello di costruire il bene del Paese tutti possono concorrere. Per promuovere il protagonismo della società e la centralità della persona, occorre lavorare a un progetto politico che abbia chiarezza culturale e possibilità di essere maggioritario.

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IL LAVORO FATTO IN QUESTI ANNI
Il lavoro fatto in questi anni ci conforta.

  • L”approvazione della legge per il ritorno in Italia dei talenti italiani all’estero
  • La stabilizzazione del 5×1000 (lavoro fatto in comune con gli amici dell’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà)
  • Lo statuto delle imprese
  • L’approvazione dell’Iva per cassa
  • La difesa della libertà di educazione attraverso la conferma del finanziamento alle scuole paritarie
  • La detrazione del pagamento dell’Imu per i figli a carico
  • La battaglia per la esenzione IMU per gli enti non profit
  • Tutto il lavoro fatto sul fine vita

Questo significa difendere la libertà e il protagonismo della società. Per questo fare da stampella a egemonie culturali e politiche che ingesserebbero il mercato del lavoro, che hanno tentazioni stataliste e monopoliste per il sistema educativo e che opererebbero sul piano sociale indebolendo la famiglia e il non profit, ci sembra sbagliato.
IL PROGRAMMA DEI PRIMI 100 GIORNI
Sappiamo che il lavoro è tutt’altro che finito. Ci sono delle priorità sulle quali intervenire con riforme chiare, non annacquate da compromessi imposti da alleanze pasticciate.
Leggete anche il programma elettorale del Pdl.

  1. Il sostegno giuridico ed economico della famiglia fondata su matrimonio tra un uomo ed una donna e riconosciuta dalla Costituzione
  2. La riforma della legislazione sulle imprese che rilanci la produttività e l’occupazione soprattutto giovanile
  3. L’investimento in capitale umano, educazione e ricerca
  4. Un affronto serio e non demagogico del problema dei costi della politica, da dimezzare abolendo il finanziamento pubblico dei partiti
  5. Un nuovo assetto istituzionale che renda meno ingessato e immobile questo Paese e più praticabile una politica di riforme
  6. Una giustizia che sia una risorsa per la crescita e la sicurezza di tutti i cittadini e non una mannaia sospesa sulle loro teste

Sono questi gli interventi urgenti di cui necessita la società italiana.
La prima politica è vivere. La difesa della vita in tutti gli stadi della sua esistenza ne è solo la prima conseguenza. Spesso la vita personale, sociale, economica dei singoli e delle imprese sembra una lotta per la sopravvivenza. Deve tornare nel nostro Paese il gusto di costruire, che molte esperienze reali, più diffuse di quanto si creda sia in campo economico che sociale, contribuiscono a tener vivo. Difenderle, creare spazi di libertà e promuoverle è decisivo per il bene comune e per il benessere generale.
Per fare politica occorre stare da una parte. Noi non stiamo né con il neostatalismo, né con un neocentralismo tecnocratico: stiamo con il primato della persona e della società e della loro iniziativa. Siamo per la sussidiarietà. Siamo nel PdL e per il PdL.
Maurizio Lupi, Gioachino Alfano, Dorina Bianchi , Donato Bruno, Elena Centemero, Sabrina De Camillis, Stefano De Lillo, Marcello di Caterina, Renato Farina, Enzo Garofalo, Cosimo Latronico, Beatrice Lorenzin, Alessandro Pagano, Antonio Palmieri, Stefano Saglia, Barbara Saltamartini, Michele Scandroglio,Francesco Paolo Sisto, Gabriele Toccafondi, Paolo Vella, Raffaello Vignali

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8 thoughts on “Ecco perchè dico: ancora Pdl

bruno sbrighisays:

Più finanziamento alle scuole paritarie8attraverso le famiglie e finalmente introduzione del quoziente familiare.

Maurizio Cocuccisays:

On.Lupi, a proposito della vostra proposta di abolire l’IMU sulla prima casa con restituzione di quanto versato dai contribuenti l’anno scorso, Le chiedo se reputa corretto da parte di chi si candida in Parlamento promettere di togliere una imposta che, tranne la parentesi del 2012, da quest’anno torna ad essere di competenza dei Comuni. Non sarebbe più corretto proporre un taglio di spesa pubblica statale di pari valore? Oppure ridurre una imposta interamente statale? E se passasse questa proposta, come pensate di compensare i Comuni? Io francamente sono stanco di sentire che il mio Comune, tra i più ricchi d’Italia (Verona), continua a tagliare servizi (vedi trasporto pubblico ad esempio) perché dallo Stato centrale rientrano sempre meno trasferimenti e pagherei volentieri l’IMU (come ho fatto l’anno scorso) se questa fosse destinata al mio Comune e quindi a servizi che esso metterebbe a mia disposizione e dei miei concittadini.

Bruno sono molto d’accordo con te e lo dico da parlamentare protagonista di una delle battaglie più accese che ho portato avanti di recente con l’amico e collega Gabriele Toccafondi per ripristinare i fondi alle scuole paritarie che erano stati tagliati. Questa battaglia l’abbiamo vinta e come vedi da questo post su tante altre battaglie siamo impegnati soprattutto per la famiglia.
Maurizio

laura mulassanosays:

Mi spiace Lupi, lei sembra una brava persona. Ma forse dovrebbe andare dall’oculista per vedere meglio il vostro programma e le promesse da marinai che porta, programma preparato e sciorinato ai gonzi d’Italia da gente che non ha coscienza, senso di Patria e della realtà… e racconta solo bugie, sapendo di mentire. Il popolo dei pagati, degli ingannati e dei mazzettati/corrotti dal CAV.

Grazie Laura per la stima. Tuttavia desidero risponderti con queste promesse da marinai non sono affatto solo parole: nel primo consiglio dei ministri abolimmo ICI come promesso. Faremo lo stesso con IMU perchè è una tassa ingiusta che i cittadini pagano su un bene, la prima casa, che non è un lusso ma il luogo dove vivere con dignità la propria vita.
Maurizio

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