Le prossime tappe verso il nuovo Governo

Ecco i passaggi previsti dalla Costituzione per la formazione del nuovo Governo che Pd-Sel hanno la responsabilità di avviare

Sui giornali si leggono già i “toto presidenti” che avranno la responsabilità di presiedere le Assemblee. In attesa che Pd-Sel facciano chiarezza sulla proposta per il nuovo governo del Paese (e visto che siamo in forte emergenza, speriamo si sbrighino!!) desidero fare chiarezza sui prossimi passi dettati dalla Costituzione per formare il Governo:

  1. Venerdì 15 marzo > Le Assemblee di Montecitorio (Camera dei Deputati) e Palazzo Madama (Senato) si riuniscono.
  2. Lo stesso giorno procedono al primo voto per eleggere i rispettivi presidenti.
    • Alla Camera il Pd ha la maggioranza assoluta dei voti mentre al Senato i numeri sono molto più ridotti (123 il centrosinistra, 118 il centrodestra, 54 Grillo e 19 Monti).
    • Il regolamento del Senato richiede, invece, nei primi due scrutini la maggioranza assoluta dei voti componenti l’Assemblea; poi nella terza votazione, il giorno successivo, si scenderebbe alla “maggioranza assoluta dei voti dei presenti”. In caso di un’altro nulla di fatto si procederebbe sempre il 16 marzo al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti.
  3. Quindi si passerà a costituire nelle due Camere i gruppi parlamentari che, a loro volta, eleggeranno i propri presidenti a scrutinio segreto.
  4. A questo punto Napolitano avvierà nella settimana successiva le consultazioni con i maggiori partiti (fase preparatoria)

“Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri” (art. 92 della Costituzione)

Ma questo è solo l’ultimo passaggio di un iter complesso che si snoda nelle fasi di consultazione e in quelle dove effettivamente viene affidato l’incarico. Per quest’ultimo passaggio la procedura è descritta bene sul sito del governo.
L’altra partita sarà proprio l’elezione del Presidente della Repubblica il cui mandato scade a metà maggio e che sicuramente richiede una figura che unisca e che non sia divisiva. Proprio per affrontare al meglio il momento attuale. Il Parlamento sarà convocato il 15 aprile per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.

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