Maurizio Lupi

 La politica torni ai fatti con un patto di contenuti e tempi certi
Dicembre 12, 2013

La politica torni ai fatti con un patto di contenuti e tempi certi

Con un patto di governo chiaro, la politica deve tornare ai fatti. Adesso nessuno ha più alibi fra chi sta all’opposizione e chi ha vinto le primarie.

Alla fine di questi 14 mesi o abbiamo vinto la partita o l’abbiamo persa. Dobbiamo fare un patto di 5/6 punti, con date certe e prospettive dei risultati che otterremo.
Questo chiederemo anche al nuovo segretario del Pd Renzi“.
 
(Dall’intervento all’Assemblea Nazionale del Cna in corso a Roma).
 

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6 thoughts on “La politica torni ai fatti con un patto di contenuti e tempi certi

claudio buzzisays:

Caro O. Lupi, come forse saprà faccio l’insegnante e vorrei segnalarle l’uscita del famigerato letta sui licei quadriennali. Il tutto è stato accuratamente preparato dalla campagna di stampa della moglie su un noto quotidiano massonico italiano, portavoce acritico delle idee di bruxelles. Se i problemi sono i risparmi, basterebbe ridurre le ore dei tecnici e dei professionali da 32 a 30, intervenendo su ore di ginnastica e inglese. Togliere un anno alle superiori è folle, distruggeremo le nostre scuole, a vantaggio solo di poche scuole per vips, gli italiani illuminati. Non è che in europa le scuole siano tutte meglio delle nostre, anzi. E quelle migliore finiscono pure a 19 anni (cominciando a 7). E le scuole di metà delle regioni italiane, come certificato dai dati Pisa, sono in media con osce, se non meglio. Sappiamo dov’è il problema. E’ l’europa che deve allinearsi ad alcune scuole italiane! Ci saranno poi gravi problemi di mobilità professionale. Tornando sui risparmi, si deve intervenire sul sostegno che è aumentato pure con la carrozza. Vogliono solo ridurre la scuola ad una grande scuola media, che infatti fa schifo, ma proprio schifo, ed è l’anello debole debolissimo della catena.

Antonietta Grillosays:

Sig.re Claudio Buzzi sono d’accordo con lei sul fatto di effettuare dei tagli sugli insegnanti di sostegno perchè il bambino diversamente abile ha più limiti degli altri,occorre accetarlo nelle sue ridotte capacità senza sprecarsi più di tanto (senza creare illusioni ai genitori o fare demagogia).Io non trovo positivo neppure inserirli in una classe di bambini normali perchè distraggono e disturbano poichè hanno psicologicamente meno attenzione;questo non è razzismo o emarginazione è rispetto sia per il diversamene abile che per gli altri normali.La scuola dovrebbe avere come modello la riforma Gentile,altro che abolire gli anni di studio,ci sono studenti universitari che non conoscono la grammatica italiana,le tabelline,storia e geografia solo per citare alcune materie.Tutto questo non è una buona pubblicità per la scuola italiana altro, che studiare l’inglese e essere esperti con il computer.

claudio buzzisays:

E il bello, anzi il brutto, è che in realtà una bella fetta di studenti “certificati” non sono nemmeno disabili! Ci sono 180000 alunni certificati, almeno un quinto non rientrano in quello che definiremmo portatore di handicap. Io, sia l’anno scorso, che quest’anno ho lavorato su due casi di persone sostanzialmente normali (con qi bassi ma sopra la soglia di confine, chiamiamola così). Oltre a queste molte altre situazioni potrebbero essere affrontate dai docenti curricolari. Un esperto, il Prof. Ianes, aveva proposto di ridurre i prof di sostegno a 15000, utilizzandoli come esperti e con funzioni di coordinamento. Senza arrivare a tali estremi, possiamo sfruttare meglio le risorse umane e professionali a disposizione e dimezzare il numero degli insegnanti di sostegno: tra i 50 e i 60000, come alla fine degli anno novanta.

Antonietta Grillosays:

Sig.re Claudio Buzzi io ho notato che alcuni alunni con gravi dsturbi comportamentali( es.i DOP),con atteggiamenti aggressivi da veri bulli sia nei riguardi dei compagni e delle insegnanti non sono certificati anzi alcuni dirigenti scolastici li proteggono assecondando i loro genitori, richamando e minacciando di provvedimenti disciplinari gli insegnanti che svolgono con serietà il loro lavoro.A propsito di questo il Ministro dell’Istruzione continua a parlare di valutazione degli insegnanti(si controllano sempre i subalterni) mentre una valutazione per i superiori non esiste come se fossero infallibili.Io ho trovato dirigenti scolastici che non capivano il significato di una norma del codice civile e dei termini giuridici.In che condizioni viaggia la scuola in Italia,non sarebbe opportuno che si applicassero le conoscenze e e Lauree specifiche nei vari settori dell’Amministrazione dello Stato.Visto che in Italia vige la regola del minestrone,lei metterebbe un prof.re di matematica in sala operatoria o preferirebbe un chirurgo?Anche essere valutati da chi non riconosce le capacità di chi ha davanti non è una cosa giusta e positiva,inoltre spesso si dice A e dall’altra parte si recepisce B,l’errata comprensione genera errori.

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