Ncd verso le elezioni europee: ecco perchè in Europa ci vuole più Italia

“Verso le elezioni europee 2014”: intervista a Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture, “dobbiamo batterci per realizzare i nostri progetti”, “Serve un’Italia più forte in Europa” sul Corriere di Viterbo di venerdì 11 aprile.

L’Europa non è un nemico, anzi è la sede dove un’Italia più forte e più sicura di sé può battersi per realizzare i suoi obiettivo comunitari e nazionali. Il Nuovo centro Destra chiede il voto proprio per portare a Strasburgo le istanze dell’Italia e delle sue regioni. Con questa ottica Maurizio Lupi, attuale ministro della Infrastrutture, guarda alle imminenti elezioni europee 2014.

 
Cresce l’ondata euroscettica o xenofoba tra i cittadini. Come pensano il Ncd e il parlamento europeo di contrastare questo fenomeno in un periodo di crisi economica?
“Non assocerei xenofobia ed euroscetticismo. La xenofobia non è mai giustificabile. Altro è la legittima domanda di sicurezza dei cittadini.
Tra le mie responsabilità di ministro c’è quella della Guardia Costiera, che l’hanno scorso ha salvato in mare 41.400 profughi, altro che italiani xenofobi! Nel 2012 i soccorsi sono stati 13.000. Solo nei primi tre mesi di quest’anno 15.000. I numeri parlano da soli. Io dico che questo non è solo un problema dell’Italia, che Lampedusa non è la nostra frontiera, è la frontiera dell’Europa e l’Europa deve farsi carico di questa situazione”.
 
E’ nel suo programma di agire per riuscire ad allentare i vincoli del fiscal compact e la barriera del 3 per cento?
“I trattati si rispettano. Quello che io ho sempre chiesto andando in Europa è che gli investimenti in infrastrutture strategiche che l’Europa stessa ci chiede, pensi alla Tav, non vanno conteggiati nel rapporto debito/pil“.
 
Non ritiene uno spreco la doppia sede del Parlamento europeo?
“Mi permetta di non infilarmi in polemiche con istituzioni europee e altri paesi, ho già a che fare con gli sprechi italiani, con la spesa inefficiente, a volte inutile, che dobbiamo ridurre concentrandoci invece nell’uso delle risorse per una spesa produttiva, come quella in infrastrutture.”
 
Le elezioni europee 2014 quanto saranno vissute in chiave europea dai cittadini italiani e quanto in chiave nazionale?
“Io mi auguro che il dibattito sia sul tipo di Europa che vogliamo, sulle politiche di sviluppo e non di solo rigore che l’Unione deve intraprendere, sul significato che vogliamo dare alla guida italiana del prossimo semestre europeo. Per anni in Italia abbiamo usato l’Europa per risolvere i nostri conti politici interni, adesso a destra come a sinistra c’è una forte coscienza del fatto che tutte le grandi questioni economiche, politiche e culturali non hanno confini né soluzioni nazionali.
Certo, dire che il risultato non verrà letto e usato anche in chiave nazionale è un’ingenuità che non posso permettermi, ma chiedendo il voto agli italiani va spiegato che cosa andiamo a fare a Strasburgo e a Bruxelles, perché in Europa ci vuole più Italia“.
 
Da ministro delle Infrastrutture, come orienterà in Europa la sua azione in merito alle vicende Tav e Alitalia? E in merito al Centro Italia dove Umbria è particolarmente isolata?

  • “Sulla Tav il percorso è già avviato. Mercoledì è stato ratificato il Trattato con la Francia, l’Europa che l’ha inserita nei dieci corridoi che considera strategici a livello continentale. Avanzeremo con la Francia la richiesta di un contributo dell’Unione del 40% del costo. Intanto si sta scavando e la galleria avanza di 15/20 metri al giorno.
  • Su Alitalia: non ne abbiamo accettato la riduzione a compagnia regionale, abbiamo dovuto alzare la voce con Lufthansa, che evidentemente teme la concorrenza di un’Alitalia forte. Ma è inaccettabile che si pensi di appellarsi all’Ue per chiudere il mercato aereo invece che per aprirlo alla concorrenza.
  • Quanto all’Umbria, le cito solo un’opera che attraverserà la regione, la E45. Diventerà un’autostrada, la delibera è stata approvata dal Cipe, adesso è al vaglio della Corte dei conti. Si tratta di un investimento molto significativo, 10 miliardi di euro in project financing”.

 
Perché l’Italia spende poco e male i contributi Ue? Cosa dice l’Europa a questo proposito?
“L’Europa più che dire fa un’altra cosa, se li riprende e li dà a chi li sa spendere. Quello della mancata spesa dei fondi Ue è uno scandalo che dobbiamo correggere a tutti i costi.
Io, ad esempio, ho chiesto che un miliardo di euro non speso per le regioni del Sud venga assegnato ai progetti del programma 6000 Campanili di quelle stesse regioni. Si tratta di piccoli interventi infrastrutturali nei comuni sotto i 5000 abitanti, che oltre al risanamento del territorio mettono in moto anche la piccola imprenditoria locale.”
 
Nel Parlamento Eu il Ncd sarà con l’Udc nel Ppe: non c’è contrasto con quanto accade in Italia dove siete alleati del Pd e di fatto la vostra azione Finisce per rafforzarlo?
“La situazione eccezionale del Paese necessita di un governo eccezionale, fuori dalla norma. Qui per senso di responsabilità – pensi all’Italia senza governo in questo momento – ci siamo sia noi del Ncd sia l’Udc insieme con il Pd. Ma la normalità è che siamo schieramenti alternativi, e alle elezioni europee 2014 corriamo quindi su fronti opposti.
Noi vogliamo fare un nuovo centrodestra che rappresenti i moderati italiani e sono contento che l’Udc si sia ricollocato nel suo alveo naturale”.
 
L’elettorato di centrodestra è spiazzato e certo la divisione con Forza Italia non vi avvantaggia: come vede i futuri rapporti con Forza Italia?
“Futuri”.