Expo 2015: non devo giustificarmi per cose mai accadute.

Intervista del Ministro Maurizio Lupi a La Repubblica: “Sono solo millantatori perché dovrei dimettermi? E CI non c’entra niente” di lunedì 12 maggio.


Lupi: “Una cosa pazzesca, non devo giustificarmi. Sull’esposizione e le opere non cederemo di un centimetro”
Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi dà del «millantatore» a Gianstefano Frigerio, colui che nelle intercettazioni sull’Expo 2015 lo ha tirato in ballo tra i referenti politici della cricca delle tangenti.
«Non lo vedo da quattro anni, è imbarazzante doversi giustificare per qualcosa che non sta né in cielo né interra», afferma l’esponente del Nuovo Centrodestra. Che rilancia: «Noi non molliamo, andiamo avanti per realizzare l’Expo nei tempi stabiliti e nella lotta contro l’illegalità».
 
Ministro, nelle intercettazioni sull’Expo lei viene nominato 33 volte: ha pensato alle dimissioni?
«La circostanza più spiacevole è doversi giustificare per cose che non sono minimamente accadute. È tutto davvero imbarazzante, la mia reazione è stata uguale a quella di tutti gli italiani: stiamo mostrando al mondo che non siamo capaci di realizzare una grande opera come l’Expo senza sporcarci con la corruzione».
 
Ma Frigerio – arrestato nell’inchiesta su Expo – afferma di averle mandato un bigliettino per la nomina di Antonio Rognoni, poi finito in manette, alla presidenza dell’Anas.
«Non ho mai sentito nessuno o ricevuto bigliettini da parte di chicchessia e mai avrei immaginato di poterne ricevere. Immagini la sorpresa nel dovermi giustificare di qualcosa che non è mai accaduto. Io rispondo del lavoro che svolgo e delle responsabilità che ho, ovvero dimostrare che in Italia si possono realizzare grandi opere e rivitalizzare il mercato dando a tutti la possibilità di partecipare nel rispetto della legalità.
Ha ragione Renzi, noi non molliamo, non diamo alibi a nessuno e incoraggiamo la procura ad andare avanti con forza nel suo lavoro, noi andiamo avanti nel nostro».
 
Dunque per lei Frigerio è solo un millantatore?
«Sì, è una cosa pazzesca, non lo vedo e non lo sento da quattro anni e se avessi ricevuto un suo bigliettino lo avrei buttato nel cestino».
 
Sempre Frigerio dice che lei è «amico di quelli di Manutencoop e che questi, insieme ai ciellini, sarebbero già intervenuti per fargli fare da capocordata nel progetto di Città della Salute».
«Grazie a Dio le amicizie non me le sceglie Frigerio, io con Manutencoop non credo di avere mai avuto interlocuzioni, non c’è mai stata occasione o necessità non essendo questa azienda interlocutore istituzionale del mio ministero».
 
Lei è uomo di Cl, come spiega che il movimento fondato da Don Giussani finisca in tutte le grandi inchieste per corruzione in Lombardia?
«CI non entra in nessuna indagine, Cl è da sempre un movimento che educa la mia fede. Il punto è la responsabilità personale di ognuno di noi e se qualcuno sbaglia deve pagare».
 
Dunque nessun problema dentro a Cl?
«No, siamo di fronte a un grande tema legato a ognuno di noi, siamo di fronte alla testimonianza e alla responsabilità di ogni singolo cattolico che viene giudicato per quello che fa».
 
Tornando alle intercettazioni, Frigerio afferma che lei e l’ex senatore Peli Luigi Grillo – arrestato giovedì scorso – vi vedete «continuamente» e che praticamente le fa «da sottosegretario» ombra.
«Ci mancava solo questa! Non esistono sottosegretari segreti, forse queste persone hanno capito male con chi non potevano avere a che fare. I sottosegretari sono quelli nominati dal premier e i cui nomi sono pubblicati sul sito del governo. Con il senatore Grillo la frequentazione più grande è avvenuta negli ultimi 10 giorni perché l’ho incontrato per la campagna elettorale a Genova.
Sui temi relativi al lavoro del ministero credo di averlo incontrato solo una volta con le altre autorità portuali appena insediato perché è statorelatore della riforma portuale approvata in Senato nella scorsa legislatura ma poi saltata. Si è parlato di questo, per il resto è una persona che ha aderito all’Ncd».
 
Non siete legati da amicizia profonda?
«Lo conosco dal 2001, c’è stima ma non è certo un collaboratore del mio ministero. Sono stupito di quanto accaduto e ovviamente avrà la possibilità di chiarire la sua posizione».
 
A quali interventi pensa il governo per garantire tempi e regolarità dell’Expo?
«Domani (martedì ndr) con Renzi e Martina incontriamo regione, comune e commissario Expo. Non dobbiamo arretrare di un centimetro, il nostro obiettivo è presentarci al mondo con le opere per l’Expo realizzate in tempo utile e andare avanti nella lotta
contro l’illegalità: la proposta di Renzi di affiancare al ministero il commissario anti corruzione Raffaèle Catone è il segnale che non indietreggiamo».
 
Pensate anche a una task force?
«Ne abbiamo già parlato, domani facciamo il punto a Milano con il comitato e con il commissario Expo, l’idea è di realizzare un team con la presidenza del Consiglio e di individuare un capo che coordini i lavori per la realizzazione dei 60 padiglioni che partono a luglio».