No Tav: lo Stato non starà fermo

Altri attentati in Val di Susa ai danni di aziende che lavorano nel cantiere Tav. Ecco il mio commento.

 
SULLE VIOLENZE
In un’intervista esclusiva per il Tg2 ho definito “delinquenti che compiono azioni terroristiche” gli autori di questi attentati.
Stiamo collaborando con la Procura di Torino e con il procuratore Caselli perché queste minoranze violente vengano isolate. Il loro ricorso alla violenza è il segno che sono già sconfitti.
Ormai c’è una minoranza di delinquesti che usa la Tav per minacciare e fare atti di violenza. La Tav andrà avanti perchè è un’opera che serve al Paese.
 
SUL DIALOGO
Alcuni sindaci, contrari all’opera nella Valle, hanno chiesto la riapertura di un “confronto tecnico”  e rispondo che il luogo di questo confronto c’è già, l’Osservatorio sulla Torino-Lione, che ha fatto 208 incontri e audizioni. Grazie a questo confronto il tracciato venne modificato radicalmente nel 2006.
Ora la vera condanna della violenza, la migliore risposta ai violenti è la realizzazione dell’opera.
SCARICATE QUI IL DOSSIER SULLA TAV
 
PER GLI IMPRENDITORI DANNEGGIATI
Ho incontrato questi imprenditori domenica scorsa a Torino e la cosa più grave che ho ascoltato è che per fare un lavoro che è loro chiesto dallo Stato queste persone mettono a rischio la famiglia, gli operai e i beni delle loro aziende.
Lo Stato non può stare fermo. D’intesa con il ministro dell’Interno Angelino Alfano abbiamo proposto di allargare alle imprese che lavorano per opere di interesse nazionale e subiscono danni il fondo risarcimenti già previsto per le ditte vittime di attentati della criminalità organizzata.