Alitalia: con Etihad una grande operazione. Così torna la fiducia sull'Italia

Alitalia: intervista di Maurizio Lupi a Il Messaggero “Lupi: una grande operazione così torna la fiducia sull’Italia”. Per il ministro delle Infrastrutture “va riconosciuto agli azionisti privati parte il rilancio di un asset strategico e alle banche di aver dato il massimo”. Di lunedì 2 giugno.

 
Ministro Maurizio Lupi, il dado è tratto: i gufi che speravano in un fallimento dell’intesa sono stati sconfitti. Inizia davvero una nuova era per Alitalia con Etihad?
«Sì, non c’è dubbio. Abbiamo dimostrato, almeno questa volta, che se ognuno fa la propria parte, ovvero se governo, soci privati e banche remano nella stessa direzione, si possono raggiungere grandi traguardi.
E l’alleanza tra Alitalia ed Etihad è certamente un passo importante, direi decisivo, perché realizza un progetto strategico per il Paese, per il trasporto aereo, per l’occupazione. Dimostra che è tornata la fiducia sul sistema Italia visto che un grande gruppo straniero torna ad investire da noi».
 
C’è stato un negoziato duro e difficile, lei però ci ha sempre creduto. Eppure ci sono stati momenti difficili, la trattativa ha rischiato di saltare.
«Vero. Ma io ci ho sempre creduto, prima durante il governo Letta ed ora con Renzi. Solo sei mesi fa, vorrei ricordarlo a tutti, si parlava di legge Marzano, di nuovo fallimento per Alitalia, di migliaia di esuberi oppure, in alternativa, di regalarla a costo zero a qualche altra compagnia».
 
Invece si è scelta la strada più difficile.
«La strada più difficile che però valorizza al massimo Alitalia. Di questo bisogna dare atto ai soci privati che hanno sopportato ingenti investimenti, alle banche che hanno accettato sacrifici pesanti e ai sindacati che hanno favorito il negoziato».
 
Ora viene la parte più delicata.
«Nasce un’alleanza dal grande valore strategico, che sviluppa un asset fondamentale per il nostro turismo, per il Paese. Un accordo che vede un grande gruppo internazionale tornare ad investire, circa 600 milioni, in Italia. Non possiamo permetterci di commettere errori».
 
Parliamo del piano industriale: Alitalia a cinque stelle, nuove rotte e destinazioni, più qualità e servizi…
«Le linee guida parlano di un piano di sviluppo con più rotte intercontinentali, la crescita di Fiumicino e Malpensa, nuovi aerei. Di un nuovo protagonista sulla scena del trasporto aereo. Chi aveva pensato di saccheggiare Alitalia ha sbagliato i calcoli».
 
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Resta il nodo degli esuberi.
«Adesso spetterà al cda di Alitalia, che è stato convocato per fine settimana, affrontare il tema. Ma nell’ambito di un piano industriale positivo, che dà nuove prospettive dì crescita, che ha come obiettivo il ritorno all’utile. Si troverà sicuramente un compromesso sugli esuberi, anche grazie alla responsabilità dei sindacati e all’impegno, lo voglio ribadire, del governo su questo fronte.
Credo che sia stata scritta una giornata davvero importante per il vettore italiano che non ha ricevuto, come forse in molti temevano, nessun aiuto di Stato, e ora potrà correre da solo. Ci saranno ricadute positive per il sistema aeroportuale, l’indotto, il turismo. Abbiamo dimostrato di essere un Paese affidabile e serio».
 
Ma non crede che l’arrivo degli arabi nell’azionariato ci crei problemi in Europa? Lufthansa, British Airweys e Air France hanno preannunciato una dura battaglia a Bruxelles, temono la concorrenza in arrivo. Daranno del filo da torcere.
«Guardi che Alitalia-Etihad è una operazione industriale. Punto. Senza aiuti di Stato. Mercoledì sarò a Bruxelles e ribadirò che sono state rispettate tutte le regole europee. Non abbiamo paura del mercato e vogliamo pari condizioni per tutti».
 
Alitalia resterà italiana?
«Alitalia resterà una compagnia italiana ed europea, con i soci italiani al 51 per cento. Nessuno a Bruxelles pensi di provare a far fallire l’operazione o di mettere i bastoni tra le ruote».
 
Partirà anche il rilancio degli aeroporti, come sollecitato da Etihad?
«Certo, anche se è logico rafforzare i nostri scali. Confermo che l’alta velocità arriverà sia a Fiumicino che a Malpensa, poi toc-
cherà anche all’aeroporto di Venezia. Ne ho parlato con le Ferrovie dello Satto e presto verrà presentato un progetto specifico»