CASE OCCUPATE, IN MANO A CRICCHE CHE FANNO AFFARI ILLEGALI

Interpellerò il Ministro dell’Interno perché, è inutile continuare a girarci attorno, sappiamo tutti cosa continua a succedere da anni nelle periferie e negli Alloggi Popolari: occupazioni abusive all’ordine del giorno, degrado, microcriminalità, mancato rispetto delle graduatorie di assegnazione e casi gravissimi di intimidazione e minacce verso coloro che cercano di costituire comitati di quartiere in difesa del loro ambiente di vita. Una inaccettabile “gestione immobiliare abusiva”, ben più organizzata di quelle offerte dallo Stato, che sembra purtroppo diventata all’ordine del giorno.

Come se tutti dovessimo accettare una situazione nella quale non si riesce neanche più ad assegnare gli appartamenti disponibili ai cittadini, perché ogni potenziale inquilino preferisce vivere altrove piuttosto che sotto questo genere di minacce continue. I recenti episodi di criminalità che vedono coinvolte bande di adolescenti sono in buona parte frutto di questa “cultura dello scarto”, che da anni ormai chiude gli occhi davanti al disagio sociale.
Ad esempio in via Quarti a Baggio, Milano, circa il 60% degli alloggi popolari sono occupati abusivamente, principalmente da famiglie rom, rumene e sudafricane, con il solo 40% assegnato alle famiglie aventi diritto e selezionate secondo la graduatoria ufficiale. Gli anziani che abitano negli appartamenti vivono in una situazione di degrado, con allacciamenti di gas e luce totalmente abusivi, scarichi abusivi, spaccio in pieno giorno, e addirittura rinvenimento di armi nei solai. Il tutto a due passi dal Parco Delle Cave, una zona di Milano assai decorosa. Peraltro ogni tentativo di sfratto da parte dell’azienda che gestisce gli immobili è risultato vano: gli stessi abusivi fanno occupare gli immobili, al momento giusto, da donne in gravidanza, invalidi o famiglie con minori, per interrompere le procedure di legge.

Per questo Noi con l’Italia chiederà al Ministro dell’Interno di prendersi un impegno formale davanti alla Camera dei Deputati, per affrontare concretamente la situazione. Tutto questo non è più tollerabile.