Divorzio breve: tre anni sono adeguati

Io ritengo che tre anni siano adeguati per una decisione responsabile e per mantenere il senso profondo del contratto matrimoniale. Ecco il mio pensiero sul divorzio breve

Ieri la commissione giustizia ha dato il via libera al divorzio breve . Ora toccherà all’assemblea esaminare il testo. Mi auguro si possa fare in un clima sereno e rispettoso delle diverse posizioni. Io per esempio ritengo che non siamo davanti ad una norma di civiltà, come qualcuno sta sostenendo, ma a uno strano paradosso. Da un lato, infatti, abbiamo una Costituzione che sancisce in maniera inequivocabile l’importanza della famiglia fondata sul contratto matrimoniale, dall’altro la proposta di legge cerca, nascondendosi dietro motivazioni “umanitarie” di trasformare questo contratto in carta straccia. Sia chiaro, nessuno, men che meno io, vuole mettere in discussione la possibilità che una persona possa divorziare. Ormai è legge del nostro paese. Il problema è il percorso che porta a questa scelta. I tre anni sono, secondo me, un tempo ragionevole che permette di maturare una decisione responsabile. Che valore assumerebbe il contratto matrimoniale sapendo che può essere rescisso come se niente fosse? La politica non può piegarsi a logiche relativiste. L’obiezione che viene fatta è che tre anni si trasformano in un tempo indefinito. Perfetto, svolgiamo fino in fondo il nostro compito, preoccupiamoci di far rispettare la legge ed evitiamo inutili lungaggini burocratiche. Le scorciatoie non servono.