Maurizio Lupi

 Esenzione Imu a chi svolge funzione pubblica
Febbraio 28, 2012

Esenzione Imu a chi svolge funzione pubblica

Ecco i criteri per cui le attività non lucrative o che reinvestono gli utili nella didattica sono giustamente esentate dall’IMU. Giusto che continuino a non pagare

Abbiamo ottenuto una vittoria, grazie per la vostra mobilitazione e le numerosissime risposte. Chiarimento di Monti: non svolgendo attività di lucro, scuole e enti di formazione non devono pagare l’imu
++ LIBERALIZZAZIONI: MONTI, NO ICI SCUOLE NON COMMERCIALI ++
(ANSA) – ROMA, 27 FEB – ‘Per le scuole e’ necessario precisare. Sono esenti dall’Imu quelle che svolgono attivita’ secondo modalita’ non commerciali’. Lo ha detto il premier, mario Monti, intervenendo in Commissione Industria al Senato.(ANSA).
ICI:CHIESA;LUPI,CHIARIMENTO MONTI SU SCUOLE CI FA PIACERE
(ANSA) – ROMA, 27 FEB – ‘Ci fa piacere che il governo, nella persona del premier Mario Monti, abbia chiarito che le scuole che svolgono un servizio pubblico e sono gestite da privati no profit non pagheranno l’Ici. Come avevamo detto, infatti, non si tratta di difendere privilegi della Chiesa, ma di affermare il principio, profondamente laico, della liberta’ di educazione. Un principio che, assieme a quello di sussidiarieta’, e’ a fondamento della nostra societa’. Tra l’altro, con la conferma di questa esenzione, il governo garantisce la sopravvivenza di istituti che consentono allo Stato un risparmio annuo di 6 miliardi’.Lo afferma Maurizio Lupi, vice presidente Pdl della Camera deputati. (ANSA).

Da Avvenire.it e Il Sole 24 Ore del 28-02-2012
Legge nel dettaglio
Bisognerà concentrarsi su tre parametri. A cominciare dallo

  1. svolgimento negli istituti scolastici di un’attività «paritaria» rispetto a quella statale con un servizio «assimilabile a quello pubblico» sul piano dei programmi di studio, del contratto applicato agli insegnanti e dall’accoglimento degli alunni con disabilità.
  2. Abbinato, da un lato, alla garanzia che tutti i cittadini abbiano parità di accesso
  3. e, dall’altro, a un’organizzazione del bilancio che destini gli eventuali avanzi all’attività scolastica.
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